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Unical – Economia senza Soldi: una teoria o una provocazione?

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Un’economia senza soldi è possibile? E’ questo l’interrogativo a cui un nutrito gruppo di docenti universitari provenienti da differenti atenei italiani, coordinati dal prof. Pierangelo Dacrema e dall’artista Carla Della Beffa, hanno tentato di dare una risposta nel conteso di una serie di seminari svoltisi presso l’Università della Calabria. Gli studiosi, dopo aver analizzato la problematica dal punto di vista economico, matematico, giuridico, etico e filosofico, sono giunti alla conclusione che un’economia che funzioni anche senza moneta non solo è possibile, ma addirittura inevitabile considerate le storture e i costi dell’attuale sistema monetario. La più rilevante delle anomalie, secondo Dacrema (docente di Economia degli intermediari finanziari dell’Università della Calabria), è rappresentata del sopravvento della moneta rispetto all’economia reale, la quale risulta fortemente condizionata dalle decisioni assunte dal mondo della finanza. La moneta, intesa come oggettivazione del denaro, che risponde esclusivamente a mere esigenze di velocità, ha finito per incidere negativamente sul concetto stesso di valore, che ha smesso di avere un “senso” per essere rappresentato da un “prezzo”.

I costi dell’attuale assetto finanziario, che ruota attorno alla moneta cosiddetta fiduciaria, sono enormi. Ma le negatività più preoccupanti, secondo il noto economista dell’Unical, sono la “disoccupazione apparente” e “l’occupazione apparente”. Il primo costo è rappresentato da tutte le persone che sono fuori dal circuito della moneta, vale a dire da “un’idea statistica” che però “incide negativamente sul piano esistenziale”: una persona senza lavoro è pur sempre un essere umano “che ha gesti, desideri, pensieri, azioni, economia”. L’occupazione apparente, invece, è rappresentata da quel terzo della popolazione lavorativa attiva che, direttamente o indirettamente, è occupata in settori che hanno a che fare con la moneta, ma in realtà non produce niente di indispensabile alla vita degli esseri umani.

Dopo l’introduzione del prof. Dacrema, gli studiosi presenti hanno approcciato la tematica da differenti punti di vista e quasi tutti sono giunti alla determinazione che è necessario rivedere l’attuale assetto finanziario, destinato ad implodere, in un contesto temporale più o meno lungo, a causa del grande indebitamento (pubblico e privato) e del patologico disallineamento tra circuito monetario e circuito reale. Tra gli interventi in scaletta molto interesse hanno suscitato quello del prof. Fortunato Cacciatori, filosofo e docente della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria, e quello del prof. Giorgio Consigli, docente di matematica dell’Università di Bergamo, il quale ha spiegato come l’idea di pianificare un’economa senza soldi sia da tempo oggetto di interesse di un gruppo di studiosi della matematica dell’incertezza.

Il prof. Dacrema, a conclusione del suo intervento finale, partendo dal concetto di fiducia, ha spiegato come l’eliminazione degli strumenti finanziari è possibile soltanto se viene pianificata una complessa e articolata azione educativa. La moneta, infatti, viene accettata in pagamento da tutti in virtù della fiducia riposta nei soggetti che la emettono, questa fiducia verrà meno nel momento in cui l’enorme indebitamento determinerà il default degli Stati e dei grandi gruppi economico/finanziari. Sarà in quel momento che scatterà la sfiducia nelle banconote e occorrerà cercare una soluzione alternativa che consenta al sistema economico di funzionare.

Dacrema, infine, ha affermato di non essere contro il capitalismo, al quale vanno riconosciuti anche tanti meriti, ma alla parte malata di quest’ultimo rappresentata dall’attuale assetto monetario.

All’iniziativa, oltre agli studenti delle facoltà di Economia e Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria, ha preso parte anche un nutrito gruppo di allievi delle classi terminali dell’Istituto di Istruzione Superiore “Guglielmo Marconi” di Siderno guidati da prof. Giuseppe Iaconis, il quale da tempo intrattiene rapporti di collaborazione con il prof. Dacrema. Tale collaborazione, oltre a favorire l’avvicinamento del mondo dell’istruzione superiore a quello universitario, ha permesso di osservare/analizzare i più importanti fenomeni socio-economici da differenti punti di vista sollecitando così il senso critico e l’autonomia di pensiero dei giovani. I risultati di questo nuovo approccio educativo sono stati illustrati dal prof. Iaconis nel contesto dei lavori dell’ultimo seminario, il quale, in particolare, si è soffermato sulle ricadute positive in termini di interesse, impegno e profitto scolastico. Soddisfazione per l’importante risultato raggiunto dagli alunni del Marconi è stata espressa dal dirigente scolastico, Francesco Sacco, e da tutti i docenti coinvolti nell’iniziativa: Patrizia Vitale, Gaetano Riggio e Giuseppe Filastro.

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