contatore stats Un ragazzo Calabrese lavora per dare un domani ad altri | TUTTOCOSENZA

subscribe: Posts | Comments

 

Un ragazzo Calabrese lavora per dare un domani ad altri

Cosenza 18/05/2015 di Giandomenico Sica

Intervista a Francesco Mollo sottufficiale della Guardia Costiera per capire tramite i suoi occhi cosa sta’ accadendo in quel pezzo di mare che invece di donare gioia e colori ci lascia solo morte e disperazione.

maxresdefault

Tra le nuvole ed il mare si può andare e andare. Sulla scia della navi qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida : domani. Solo che in alcune situazioni domani non esiste. C’è solo oggi. Cogliere il momento, l’attimo, l’istante. Ci sono secondi in cui bisogna agire e lo si può fare solo oggi. Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi fa pensare a domani, ma puoi farlo solo oggi. Quando si vive prestando soccorso agli altri bisogna sempre essere pronti. Quando si lavora sulla Nave Fiorillo della Guardia Costiera che presta soccorso ai migranti nel Mar Mediterraneo si vive tutto d’un fiato. Un ragazzo della nostra terra Francesco Mollo, sottufficiale della Guardia Costiera, da un anno lavora presso il “Reparto Navale sesta squadriglia di Messina” e contribuisce con la sua generosità e professionalità al soccorso in mare di migliaia di profughi.

Abbiamo incontrato il ragazzo di Guardia Piemontese Marina per capire tramite i suoi occhi cosa sta accadendo in quel pezzo di mare che invece di donare gioia e colori ci lascia solo morte e disperazione.

Francesco come procedono le operazioni in mare? << Procedono con la solita intensità e professionalità. Stiamo lavorando a ritmi altissimi e quando siamo in mare lavoriamo senza sosta. Come sapete compiamo molti soccorsi in mare aperto e questi richiedono molto tempo e soprattutto grande attenzione. Il lavoro è pesante, ma credimi lo svolgiamo con tanta passione e amore. Riuscire ad aiutare soprattutto i bambini è qualcosa che ti rimane dentro. Ti ripaga di tutto. Del resto il mare è la nostra vita. La nostra missione>>.

Ci spieghi come avvengono le operazioni di soccorso e l’individuazione dello ,“scafista” quando riuscite a stanarlo? << Appena avvistiamo i barconi ci avviciniamo con i nostri gommoni e poi iniziamo il trasbordo dei passeggeri che dura per alcune ore in quanto assistiamo costantemente a tutto l’iter di visite mediche e sorveglianza degli stessi. Dobbiamo stare molto attenti alle diverse etnie perché soprattutto siriani e libici possono scaldarsi facilmente e litigare per ogni cosa. Per quanto riguarda gli scafisti all’inizio era più facile identificarli in quanto gli trovavamo spesso sia la bussola che il telefono satellitare touraya che comunica anche in mare aperto. Ora sono più furbi e prima che ci avviciniamo gettano tutto in mare. Sono loro stessi che chiedono soccorso a Roma appena sono in acque italiane>>.

Quindi l’Italia è sola in questo momento a prestare soccorso. << Purtroppo si. Anche le se norme della navigazione internazionale dispongono che il primo natante anche privato che avvisti imbarcazioni in difficoltà deve prestare soccorso e chiedere aiuto. Noi siamo da soli. Siamo l’unico Paese a farlo. Noi abbiamo l’ordine di soccorrere e portare i migranti a Lampedusa e nei centri di accoglienza>>.

Come si potrebbe arginare tutta questa situazione secondo te? << Bisogna agire in Libia. Solo così non partirebbero. Pattugliare davanti le loro coste. Una volta in mare aperto non possono tornare indietro. Non possiamo respingere nessuno come erroneamente dicono spesso in televisione>>. Italia da sola non può farcela. << Certo che no. Deve intervenire l’ Unione Europea e cercare di dare uno sfreno a tutto ciò. Altrimenti tutto continuerà così perché dietro tutto ciò ci sono organizzazioni criminali mondiali che trafficano esseri umani>>.

Sul sentiero infinito del maestrale ci sono persone che lottano affinché il domani di altre persone martoriate da fame, guerra, criminali e desolazione possa essere diverso e possa avere una cosa che non può togliersi a nessun essere vivente : la speranza. Domani è già qui. E di nuovo la vita ricomincia : domani.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.