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Tre anni per disegnare la Cosenza che verrà

Si lavora per essere capitale della cultura europea 2033, nuovo ospedale sul sito dell’Annunziata

 
COSENZA che verrà
 

Il volto di Cosenza è tratteggiato in pagine e schemi, cifre e dati del Piano della performance relativo al triennio 2017-2019, approvato nei giorni scorsi dalla giunta comunale al gran completo. Si tratta d’un documento di programmazione e comunicazione nel quale sono indicati gli obiettivi e altri elementi legati alle attività che il municipio si propone di raggiungere. Uno strumento cruciale per «misurare, valutare e rendicontare la performance individuale e complessiva dell’ente».
 

IL PROGRAMMA

 

Dopo una serie di indicazioni legislative che spiegano cos’è e come opera il Comune, si passa alla parte politica con l’insediamento del sindaco in carica e gli obiettivi clou del suo programma amministrativo. Tra i focus indicati da Mario Occhiuto, oltre al consolidamento del percorso di risanamento finanziario e organizzativo dell’ente, la valorizzazione della leggenda di Alarico e dei quartieri, la rigenerazione urbana delle periferie, la realizzazione della città dello sport, di itinerari enogastronomici e delle piazze mercato. Quindi il prolungamento di viale Parco verso Rende e Castrolibero, la realizzazione d’una cittadella dell’economia sociale e solidale. Poi restituire la città ai pedoni con varianti al decongestionamento del traffico urbano e la pedonalizzazione degli spazi urbani. Infine trasporto veloce e trasporto pubblico, ottimizzazione delle risorse idriche e altro ancora.
 

LE LINEE GUIDA

 

Nella prima tabella del Piano della performance si entra nei dettagli, con obiettivi strategici e specifici. A esempio l’anticipazione del piano di riequilibrio con anticipo della scadenza fissata al 2018. Abbassamento della pressione fiscale con la riduzione del 20% della Tari legata al raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata, la riduzione dell’Imu dal 10.04 al 9.8. Riduzione pure dell’Irpef dallo 0,8% allo 0,6%. C’è spazio per il nuovo stadio “Gigi Marulla” e il nuovo nosocomio che è indicato come “ospedale campus”. Soprattutto, Palazzo dei Bruzi prevede un collegamento tra l’Annunziata e il Mariano Santo, facendo intendere che non ha nessuna intenzione di cambiare idea sulla linea nota per l’ubicazione della struttura sanitaria che dovrebbe arrivare (la Regione ha di recente annunciato uno studio di fattibilità) e che Occhiuto vuole nel sito attuale dell’Annunziata.
 

Si pensa pure a un padiglione dell’arte contemporanea nell’ex Mancuso e Ferro e la candidatura di Cosenza a Città della cultura europea 2033, assieme al recupero della poesia vernacolare. Un ruolo cruciale viene riconosciuto all’area di Vaglio Lise, in cui il Piano della performance prevede di ubicare una sede municipale, la Croce rossa, gli orti urbani e pure un centro riciclo. Non a Vaglio Lise si sogna di realizzare una casa del volontariato.
 

SICUREZZA

 

Tra gli obiettivi strategici del triennio 2017-2019 ci sono pure «azioni che rendono efficace il piano anticorruzione e una politica di customer satisfaction in grado di potere misurare l’efficacia delle azioni intraprese dal Comune». Quindi c’è un richiamo all’ambizione di «migliorare il grado di legalità della cittadinanza».
 

In quest’ottica non sarebbe male non perdere altro tempo riattivando il sistema di videosorveglianza pubblico che tanto aiuto garantisce in altre città alle forze dell’ordine per le indagini, oltre a fungere comunque da deterrente e quindi frenando in partenza possibili reati. Ormai da anni ko quello realizzato dal ministero, Palazzo dei Bruzi annuncia da mesi la volontà di realizzarne un altro ex novo ma sinora non si batte chiodo. O, se preferite, non si vede obiettivo.
 

Qualche elemento interessante emerge dall’analisi di quanto l’amministrazione comunale ha previsto di spendere nei tre anni del Piano per alcuni settori particolari. A esempio Ordine pubblico e sicurezza: 7 milioni nel 2017, 3 nel 2018 e nel 2019. Poi Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali: 8 milioni nel 2017, 1,8 nel 2018, 1,9 nel 2019. Quindi politiche giovanili, sport e tempo libero: 1,6 milioni nell’anno in corso, 466mila euro nel 2018 e pure nel 2019.

 
Fonte:gazzettadelsud

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