contatore stats Tour in Calabria: Costa degli Achei | TUTTOCOSENZA

subscribe: Posts | Comments

 

Tour in Calabria: Costa degli Achei

Tour in Calabria: Costa degli Achei

Dal Tirreno allo Jonio: dopo il tour #versoSud lungo il litorale tirrenico calabrese, si cambia versante spostandoci da Ovest verso Est, dai tramonti infuocati alle albe dorate, per vedere sorgere il sole dalla linea d’orizzonte, in mare. Riprendendo il leitmotiv del nostro viaggio #versoSud partiamo, dunque, dai confini con la Basilicata, estremità Nord della penisola calabrese, percorrendo il tratto che va da Rocca Imperiale a Rossano: la Costa degli Achei.

 

A ben vedere, l’intero tratto Jonico ha un profondo legame con il mondo ellenico, una commistione che ancora resiste, a volte inconsapevole, nelle tradizioni, nelle espressioni gergali, nelle usanze: qui si respira Magna Grecia, ben oltre i siti archeologici e gli scavi.Ed è ben presente anche il legame con l’entroterra, con i centri storici sorti in altura a presidiare la costa. Anche qui il legame tra monti e mare è intenso, a doppio filo, anche se l’orografia potrebbe far pensare il contrario. Il paesaggio di questo tratto di costa Jonica, a differenza di quello Tirrenico, non prevede quasi mai rocce a strapiombo, “Monti naviganti”, speroni che si staccano dal crinale per tuffarsi nelle profonde acque blu. Eppure, la presenza del massiccio del Pollino – a Nord – e della Sila Greca – a Sud – è sempre forte, vivo e tangibile.

 

Partendo dal confine con la Basilicata, il primo borgo che si incontra è Rocca Imperiale: terra di limoni “rifiorenti” e di confine. E’ forte, qui, il legame con la vicinissima Lucania ma anche con il mondo Federiciano, considerando che la nascita del borgo e della sua torre di guardia si devono a Federico II di Svevia. Il centro abitato conserva ancora oggi le atmosfere antiche, con i suoi vicoli stretti e le sue abitazioni disposte a gradinata proprio ai piedi di quella Rocca, da cui il paese prende il nome. La marina dista solo 4 km, e si estende per un tratto di 7 km alternando fine sabbia dorata (nel tratto più vicino alla Basilicata), ciottoli e scogli.

roseto-capo-spulico-e1468330736140

Proseguendo verso Sud sulla statale 106 si giunge a Roseto Capo Spulico, subito riconoscibile per il suo castello della Pietra (CastrumPetrae Roseti), fortificazione normanna in prossimità della costa, imponente e ben conservato a dominare la spiaggia di ciottoli che digrada verso il mare sempre cristallino. Il nome di Roseto deriva, poi, dalla sua principale attività in epoca greco-romana, ossia la coltivazione delle rose destinate a riempire, con i loro petali profumati, i guanciali delle principesse della vicina Sibari.

 

A Sud di Capo Spulico, ecco Amendolara. Altro borgo diviso tra il “centro storico” e la “Marina”, ma anche luogo mitologico con la sua secca di considerevole estensione, ritenuta una testimonianza della presenza di un’antica isola, sommersa a seguito dell’erosione: Monte Sardo. Meglio conosciuto come Ogigia, luogo paradisiaco, l’isola della ninfa Calipso dove Ulisse rimase per sette anni e da cui ripartì alla volta dell’isola dei Feaci.

amendolara91

Il blu del mar Jonio trova il giusto riconoscimento a Trebisacce, maggiore centro dell’Alto Jonio cosentino, Bandiera Blu 2015, conosciuta anche per la produzione di arance “biondo tardivo”, specie autoctona che in questi luoghi ha trovato il suo habitat ideale, al punto da resistere sugli alberi fino a primavera inoltrata.

 

La Magna Grecia incombe improvvisamente, proseguendo in direzione Sud, giungendo a Sibari, corrispondente all’antica Sybaris: fondata da un gruppo di Achei del Peloponneso tra i due fiumi, Crati e Sibari. Fu la più fiorente colonia della Magna Grecia ma, di contro, l’antico mondo Sibarita divenne celebre per i “vizi” dei suoi abitanti che affermavano orgogliosamente “di non veder mai sorgere o calare il sole”, anche in virtù dell’ordine del governo sibarita che impediva la presenza dei galli in città, troppo mattinieri per le abitudini della popolazione.

 

Una società dedita ad ogni tipo di piacere, resa ricca dalle miniere d’argento del sottosuolo, dalla posizione strategica che la rese scalo mercantile, dalla fertilità del terreno e dalla produzione di pregiati vini e olii, città multietnica laddove “si stava così bene da poter morire solo per scelta”.

 

La fine di quell’epoca d’oro arrivò a causa della vicina Crotone, spronata allo scontro da Pitagora: dopo 70 giorni d’assedio, i Crotoniati ebbero la meglio arrivando a deviare il corso del fiume Crati, che cancellò con le sue acque Sybaris e la sua ricchezza. Di quel passato glorioso rimangono oggi soltanto i resti (antiche abitazioni, teatri, edifici termali, cinte murarie) presso il sito archeologico posto a breve distanza dalla foce del fiume Crati.

laghi-di-sibari2

Più a Sud, proseguendo sulla statale 106, ecco Corigliano. Popoloso centro diviso in tre parti: il centro storico, con il bel castello ducale, lo scalo e la marina con la frazione di Schiavonea. Centro in cui convivono diverse anime: la tradizione agricola dell’entroterra ricco di uliveti,di aranceti e di alberi delle tipiche clementine, la vocazione portuale, la florida pesca, la vicinanza ai boschi della Sila ed al massiccio del Pollino.

 

A brevissima distanza, in direzione sud, Rossano. Poco meno popoloso di Corigliano, anch’esso eterogeneo nella composizione territoriale: mare cristallino ed entroterra, arrivando fino alle pendici della Sila Greca. Molto forte l’influenza bizantina, che rimane ben visibile, con l’eccellente testimonianza del Codex Purpureus Rossanensis – conservato presso il Museo Diocesano – antico evangeliario greco del VI secolo a.C., patrimonio dell’Unesco dal 2015. Storia e cultura si intrecciano, poi, indissolubilmente alla ricchezza naturale che qui cresce copiosa e spontanea: la liquirizia. A Rossano sorge, infatti, il Museo della Liquirizia presso il palazzo Amarelli che ripercorre la storia dell’oro nero di Calabria.

 

Con il gusto dolce di liquirizia termina la tappa nella Costa degli Achei, ricca di storia e cultura, testimonianza vivida di un passato glorioso, quello della Magna Grecia. Ma si ripartirà ancora dall’influenza del mondo ellenico e della sua cultura, dalla storia e dal mito, nel nostro prossimo viaggio nella costa dei Saraceni, in provincia di Crotone. Ancora #versoSud.

 

 

 

Fonte:Gazzetta di Calabria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.