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“Sangue infetto”, l’Annunziata ammette l’errore e risarcisce la vittima

Sangue infetto l'annunziata ammette l'errore e risarcisce la vittima

 

 

 

COSENZA – Colpo di scena nel processo sul sangue infetto scaturito dalla morte di Cesare Ruffolo, un pensionato di Rende, deceduto a seguito di una trasfusione effettuata nell’ospedale “Annunziata”. È stato Francesco Salvo – il giovane che nel giugno del 2013, subì uno shock settico a seguito di una trasfusione di sangue contaminato e che si era costituito parte civile nel processo – ha comunicato al Tribunale di Cosenza che ha deciso di rimettere la querela.

 

Il suo legale, l’avvocato Massimiliano Coppa, ha spiegato che la decisione di Salvo è stata dovuta al fatto che il giovane ha ottenuto il risarcimento sia dall’Azienda ospedaliera che dall’Asp. Decisione confermata in aula dallo stesso Salvo che ha comunicato anche la revoca di costituzione di parte civile. Tale decisione sarà formalizzata nella prossima udienza quando si chiederà il consenso di tutti gli imputati, che oggi erano assenti.

 

La vicenda risale a giugno 2013 quando Francesco Salvo fece ricorso alle cure del centro trasfusionale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza dove – sottoposto ad emotrasfusione – rischiò di morire per una violentissima infezione da serratia marcescens contenuta nel sangue allo stesso inoculato quale terapia salva vita. Il ragazzo si salvò soltanto grazie alla sua prontezza di riflessi che gli fece chiudere l’ago in vena della sacca dopo aver iniziato a sentire brividi di freddo con febbre altissima. Il paziente rimase in coma – tra la vita e la morte – e ricoverato per oltre quaranta giorni – come hanno scritto e detto al Tribunale Bruzio i consulenti del pm. – e si salvò – oltre che per le successive pesanti cure antibiotiche, soprattutto per quell’attimo di lucidità che lo spinse a chiudere l’ago in vena dell’emotrasfusione somministrata presso l’ospedale di Cosenza.

 

Secondo l’accusa, Ruffolo aveva effettuato quella trasfusione. Sul banco degli imputati che hanno scelto il rito ordinario – già giudicati, invece, quelli che avevano optato per l’abbreviato – ci sono l’ex direttore dell’Unità di immunoematologia dell’Annunziata, Marcello Bossio; il dirigente medico in servizio all’ospedale di San Giovanni in Fiore, Luigi Rizzuto, e Osvaldo Perfetti direttore medico del presidio unico dell'”Annunziata”. Il processo è stato aggiornato al prossimo 2 maggio quando saranno ascoltati i consulenti previsti per oggi.

 

 

 

 

Fonte: Corriere della Calabria

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