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S’indebita per pagare gli studi al figlio, finisce nella morsa dell’usura

epa05141531 A bank employee holds 5,000 euros in 500-euro notes at a Sparkasse bank in Munich, Germany, 3 February 2016. Germany is considering imposing an upper limit on payments in cash as part of its fight against terrorism and money laundering. EPA/MATTHIAS BALK

 

 

Voleva solo dare una migliore istruzione al figlio, pagargli gli studi: una formazione professionale che, avrà forse pensato, avrebbe potuto aprirgli qualche spiraglio occupazionale. Un buon proposito di un padre premuroso che, però, e per questo, si è visto 0stretto nella morsa dell’usura.

 

Per premettere al figlio di partecipare al corso, nel nord Italia, si era trovato nella condizione di non riuscire a mantenere la famiglia.

 

Così si era rivolto a dei conoscenti che si erano offerti di prestargli 3.500 euro, a condizione che venissero restituiti con un incredibile tasso usuraio, ben 500 euro al mese: una somma spropositata che non aveva fatto altro che peggiorare la sua situazione economica, già grave. Per garantirsi la restituzione del prestito alla vittima, un 49enne cosentino, gli era stata anche tolta l’autovettura.

 

Disperato, l’uomo – nel febbraio scorso – ha però trovato la forza di rivolgersi al Comandante della Stazione Carabinieri di Rende che lo ha convinto a denunciare i fatti. E così è stato, consentendo ai militari di avviare subito le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, nella persona del sostituto titolare del fascicolo, Donatella Donato e dell’Aggiunto Marisa Manzini, sotto la supervisione del Procuratore Capo, Mario Spagnuolo.

 

Gli investigatori, in breve tempo, hanno riscontrato quanto denunciato dalla vittima acquisendo elementi di prova determinanti a carico di due cugini cosentini di 50 e 48 anni, per i quali il Gip ha emesso un’ordinanza di arresto, eseguita stamani, con la quale sono finiti in carcere con l’accusa di “usura aggravata dallo stato di bisogno” e di “estorsione”.

 

I due presunti usurai sono stati trasferiti nel carcere di Cosenza e, nei prossimi giorni, si terrà l’interrogatorio di garanzia davanti allo stesso Giudice delle indagini preliminari, Giusy Ferrucci.

 

 

 

 

 

 

Fonte: CN24

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