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Querela per la frase del sindaco su Facebook: «Si devono rifiutare i voti della mafia e dei Gentile»

Cosenza, l’ombra di una crisi sul Comune: finisce in tribunale la guerra tra Occhiuto e Gentile

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COSENZA – Quando una cosa si rompe si rompe e non c’è colla che tenga. Il conflitto tra i fratelli Gentile e i fratelli Occhiuto si perde, verrebbe da dire, nella notte dei tempi. Due cose non si possono scegliere: i parenti e i compagni di partito. E finché hanno potuto i Gentile e gli Occhiuto sono stati come i Guelfi e Ghibellini

L’ultima mossa è stato il commento fatto dal sindaco della città dei Bruzi in un post apparso su facebook in cui ha detto che «occorre rifiutare i voti della mafia e dei Gentile». Da qui la controreplica dell’assessore Pino Gentile che ha preannunciato una querela nei confronti del sindaco di Cosenza.

Ora sembra non esserci spazio per mediatori e ambasciatori. I contendenti sono arrivati allo scontro finale. Ieri è arrivata da Palazzo dei Bruzi la seguente dichiarazione del sindaco Mario Occhiuto: «Leggo una dichiarazione di Antonio Gentile con la quale il senatore afferma che la sua famiglia è abituata a combattere contro figuri e diffamatori. Dal momento che i cittadini conoscono bene sia Occhiuto che Gentile, potranno facilmente giudicare e stabilire a chi meglio corrisponde questa sua descrizione». Aggiungendo: «Attendo volentieri la querela per le mie presunte frasi diffamatorie a danno della onorabilità dei Gentile così da poter rappresentare ai giudici con documenti e testimonianze i comportamenti e gli atti di prepotenza che nel tempo abbiamo subito da questi “signori”. Non solo sono sereno, ma addirittura soddisfatto di potermi fare rappresentante di chi è stanco di un siffatto sistema».

fonte : ilquotidianodellacalabria

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