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Pronto soccorso, cambia tutto Nuovi codici per le emergenze

Cambio epocale nei Pronto soccorso italiani. In arrivo novità che rivoluzioneranno l’accoglienza dei pazienti e l’ordine di priorità della loro accettazione.
 
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Saranno abbandonati i colori (bianco, verde, giallo e rosso) abbinati ai codici di gravità in favore di sistemi numerici finalizzati a dare priorità ai casi gravi da trattare entro 15 minuti, ma anche a limitare le attese negli altri casi, lasciando una maggiore autonomia agli infermieri.
 

Le novità – stando a quanto riportato dal sito di diritto StudioCataldi.it – sono contenute nella revisione delle linee guida sul triage intraospedaliero, attualmente ferme al 2001, voluta per rispondere ai “nuovi” bisogni assistenziali della popolazione e ridurre i tempi infiniti delle attese nelle sale di soccorso attraverso uno “smistamento” più illuminato dei vari pazienti.
 

Si comincia, intanto, dai codici colore (assegnati in base al grado di priorità ai pazienti che approdano negli ospedali) che non risultano oggi più rispondenti alle situazioni che si verificano ogni giorno e che, peggio, rischiano di sovrapporsi a quelli assegnati a specifiche categorie (come l’argento per gli anziani e il rosa per le vittime di violenza).
 

COME FUNZIONERA’ – Chi arriverà in pronto soccorso vedrà assegnarsi, dunque, un numero da 1 a 5 (dove 1 rappresenta la massima emergenza con diritto di accesso immediato alle cure e 5 le “non urgenze”, corrispondenti agli attuali codici bianchi) in base al quale si valuteranno tempi e azioni da compiere, agendo, ove necessario in via prioritaria.
 

In base alle nuove tempistiche, infatti, le urgenze non dovranno attendere oltre i 15 minuti, i casi meno urgenti saranno trattati al massimo in una o due ore fino ad arrivare a quelli smaltibili entro le 4 ore.
 

Nel frattempo, chi aspetta dovrà essere “rivalutato” continuamente al fine di eventuali aggiornamenti della situazione.

Il tutto grazie anche alle maggiori competenze affidate ad infermieri esperti (a seguito di un’apposita formazione, con tutor e affiancamento) che saranno autorizzati a somministrare farmaci, cominciare una serie di trattamenti e fare prelievi.

Le linee guide appena concertate ora saranno al vaglio della direzione generale del ministero e poi dovranno incassare il via libera della conferenza Stato-regioni

Fonte: StudioCataldi.it

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