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Pet a Cosenza, si apre uno spiraglio

Dopo un’attesa lunga cinque anni è pronto l’atto amministrativo che consentirà di avviare i macchinari per la prevenzione e la diagnosi

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COSENZA – E’ in fase di pubblicazione il decreto che autorizza l’attivazione della Pet a Reggio Calabria e la gara per installare un’altra presso l’ospedale di Cosenza. In questo modo si chiude una delle pagine più squallide della sanità calabrese perché si tratta, finalmente, di dotare la Regione di un’apparecchiatura che consente di diagnosticare i tumori. 

Sia il commissario Massimo Scura che il sub Andrea Urbani hanno già firmato il decreto, manca solo quella del direttore generale Zito (ieri impegnato a Cosenza come testimone di un processo sulla sanità cosentina) per la pubblicazione. Fu la giunta Loiero ad disporre l’acquisto di tre Pet, una per ogni ospedale Hub, ma la giunta Scopelliti decise di acquistarla colo per Reggio Calabria dove è stata installate 4 anni e non è mai entrata in funzione per mancanza di personale e il blocco del turnover non ha consentito le assunzioni. 

Ora, dopo il decreto il via libera Scura-Oliverio il personale è stato assunto, si stanno facendo i corsi e il commissario del Riuniti Frank Benedetto stima di metterla in esercizio entro il mese prossimo. La novità del decreto commissariale che sarà pubblicato oggi è il via libera alla gara per acquistarne una nuova per l’ospedale di Cosenza dove, contrariamente a Reggio, il personale già c’era nel 2010, le apparecchiature a corredo del macchinario erano state già acquiste, ma l’azienda ospedaliera non ha avuto il via libera all’acquisto. Il presidente della Regione Mario Oliverio ha dato indicazioni che entro fine anno la Pet deve entrare in funzione anche a Cosenza perché “non è accettabile costringere i calabresi ad andare fuori della Calabria per un esame che costa alla Regione circa 8 milioni di euro di migrazione”. Con la messa in esercizio delle tre Pet si conta di coprire il fabbisogno di domanda di questo esame stimato in circa di 4.500 richieste. 

Una vicenda, questa della Pet, denunciata più volte dal Quotidiano perché è una delle distorsioni che in questi anni ha alimentato l’emigrazione sanitaria verso strutture di altre regioni.   

L’unica Pet pubblica, fissa e collegata a una tac, che esiste in Calabria, è quella della ex Fondazione Campanella a Catanzaro che effettuava negli ultimi tempi circa 800 esami l’anno con liste di attesa anche a 6/8 mesi a causa della mancanza di personale. Mentre a Cosenza una struttura privata (Biocontrol) ne ha una installata e funzionante ma da 5 anni non viene autorizzata all’esercizio della Regione. La Pet (Positron emission tomography) Tac, è un’apparecchiatura in grado di individuare metastasi e tumori primitivi, con una definizione fino a quattro millimetri, che ha cambiato il modo stesso di concepire i protocolli diagnostico-terapeutici di numerosi tipi di cancro.

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