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Pesci malformati,Spiaggie rosse,depuratori fantasma,cosa succede nel tirreno cosentino

Una costa già martoriata dall’abusivismo edilizio su cui grava un inquinamento delle acque cui entità è ancora tutta da accertare.

Mare-inquinato

PAOLA – Su diverse vicende ambientali la Procura di Paola ha indagato e continua ad indagare. Il procuratore capo Bruno Giordano vi lavora alacremente da anni. “Abbiamo sempre dei procedimenti aperti – spiega – sono questioni che si ripropongono di continuo o per il mancato funzionamento di un depuratore, o perché la spiaggia diventa rossa, o perché si trovano pesci con malformazioni. Siamo sempre attenti”. In un’intervista fiume il procuratore chiarisce gli aspetti che più preoccupano i turisti, i residenti e tutti i frequentatori del litorale che va da Amantea a Praia a Mare:

SPIAGGE ROSSE

“Abbiamo fatto dei rilievi. Ne è emersa la presenza in quantità eccessive di cromo, vanadio e cobalto in questa coloritura rossa che ha interessato le spiagge di Fuscaldo e Paola. Sono in corso altri accertamenti perché abbiamo individuato una possibile fonte di contaminazione, ma aspettiamo le relazioni dell’Arpacal. Se le spiagge vengono interdette alla balneazione questi sono provvedimenti di ordine amministrativo di stretta competenza dei sindaci. Quello che noi facciamo è individuare le cause e i responsabili”.

MALFORMAZIONE PESCI

“Nel Tirreno cosentino sono stati pescati dei tonnetti con la spina bifide. Bisogna innanzitutto dire che si tratta di pesci migratori. Dove abbiamo subito questo processo di alterazione genetica è problematico da stabilire. Certamente sono stati pescati in queste acque, ciò non significa che i danni li abbiano riportati in queste acque. Può darsi che siano arrivati dall’Alto Mediterrano o dall’Atlantico già in queste condizioni e semplicemente sono stati pescati qui. Questo è un problema del mare Mediterraneo in generale che è fortemente inquinato, non del Tirreno cosentino. Due o tre sono stati gli episodi segnalati. La rilevazione è stata fatta qui, ma è un dato casuale. Dove tutto sia avvenuto e perché sia avvenuto questo ce lo diranno le analisi che abbiamo disposto”.

NAVI DEI VELENI

“Abbiamo avuto il caso dello spiaggiamento della Jolly Rosso Amantea e anche quello come il caso della Chunsky di Cetraro venne archiviato con una richiesta che faceva emergere anche aspetti oscuri della vicenda. Sono uscite fuori un sacco di incompletezze, situazioni dubbie ed anche le modalità dell’affondamento sono state dubbie perché il mare era calmissimo. Poi è arrivato un elicottero ha prelevato l’equipaggio, la nave si stava inabissando, paradossalmente si sono agitate le acque del mare e il moto ondoso ha mantenuto a galla la nave, per questo la Jolly Rosso dopo essere stata accompagnata sino ad un certo punto si è spiaggiata sul lungomare. Ognuno faccia le proprie deduzioni. Noi dobbiamo rimanere ancorati alle realtà processuali consolidatesi in decreti di archiviazione e sentenze di proscioglimento o sentenze a carico di ignoti”.

RIFIUTI RADIOATTIVI

“Abbiamo situazioni consolidate ed accertate. Un caso tra tutti è quello del fiume Oliva. Nell’ultima udienza svoltasi la scorsa settimana a Cosenza in Corte d’Assise si è deciso di acquisire tutte le relazioni tecniche sul tipo di rifiuti ritrovati. A parte la vicenda della nave in cui il pentito Fonti, ora deceduto, parlò del rapporto tra ‘ndrangheta e smaltimento dei rifiuti non abbiamo una prova della presenza dei clan come soggetto attivo in queste operazioni. Non ne abbiamo prove. Se prendiamo in considerazione gli episodi consumati nella terra dei fuochi o nel reggino il business pare sia di completo appannaggio della criminalità organizzata. Qui invece ci sono tre imputati, che avevano cave e impianti di calcestruzzo, imprenditori che operavano nell’ambito dell’edilizia pubblica a cui non è contestata l’associazione mafiosa o la collusione con gli ambienti legati alle ‘ndrine.

Noi contestiamo l’interramento di rifiuti radioattivi nelle aree di loro pertinenza. In occasione del ripascimento di un tratto di spiaggia fatto dalla stessa azienda si erano trovati materiali inquinati (verosimilmente pericolosi per la salute) nonché un brandello di un natante, una lamiera che ricordava molto la Jolly Rosso. Elementi di radioattività sul torrente Oliva li avevamo trovati e sono negli atti.L’alta concentrazione di cesio 137 è stata considerata dall’Ispra come accidentale e si collega alle solite fonti inquinanti quali Chernobyl. I picchi registrati ci hanno portato ad indagare su ciò che è stato interrato in quell’area. Come le cose stiano realmente non lo sappiamo ancora. Il processo è ancora in corso”.

 

FOGNE E DEPURATORI

“Quando non si attua la depurazione nelle modalità previste dalla legge o non si depura affatto, gli scarichi finiscono direttamente in mare. Non sono più solo gli escrementi umani a finire nelle acque, ma materiali chimici e veleni vari che generano un inquinamento tale da scompensare il metabolismo del mare causando la morte della flora e della fauna marina. Su questo non c’è ombra di dubbio. Sotto costa la situazione è visibile agli occhi di tutti basta immergersi con una semplice maschera per vedere il mantello di fanghiglia che ricopre il terreno. La situazione della depurazione oggi rispetto al passato non è cattiva. Ci sono però degli ostacoli di ordine strutturale perché molti impianti sono fatiscenti e i Comuni non hanno i soldi per riammodernarli ciò comporta che la depurazione sia spesso fatta male con interruzioni del servizio quando con le piogge sommergono le vasche e tutto viene scaricato in mare.

Collaborando con gli amministratori locali abbiamo collettato alla rete fognaria comunale le abitazioni che non ancora non erano collegate ed è scatta il paradosso: gli impianti di depurazione non sono sufficienti a coprire il numero di residenti, soprattutto in estate con l’arrivo dei turisti. Cetraro ha rifatto l’impianto, però non tutti hanno avuto questa possibilità. Noi siamo però in grado di stabilire le responsabilità connesse alla cattiva depurazione. La Provincia di Cosenza ha fatto controllare tutti gli impianti dell’area e si è detta disponibile a risolvere piccoli problemi tecnici con impegni di spesa limitati. La gestione ‘allegra’ da parte di alcune aziende che si aggiudicavano gli appalti per la gestione dei depuratori ha portato anche a degli arresti, come nel caso della Smeco che gestiva, quasi in regime di monopolio, , l’80%-90% degli impianti del Tirreno cosentino. Nell’indagare sulla depurazione abbiamo dovuto valutare il problema del pagamento del servizio da parte dei Comuni che nella maggior parte dei casi è in netto ritardo e comporta per l’azienda l’anticipo di diverse centinaia di migliaia di euro. E le ditte per risparmiare, non depurano. Se i Comuni o le Regioni avessero i finanziamenti tutti avrebbero condizioni migliori di depurazione e un mare più pulito”.

PATOLOGIE ONCOLOGICHE

“Gli organismi sanitari ufficiali interpellati sui dati delle patologie oncologiche insorte tra i residenti del paolano ci hanno comunicato che l’incidenza di tumori è nella norma. Poi quale sia la norma, quale sia il trend, quale sia l’incidenza su questo territorio rispetto ad altri territori non è stato mai chiarito con esattezza. Tutto è rimasto nel vago. Anche in relazione ad altre indagini come quelle sul fiume Oliva gli enti interrogati hanno dichiarato che siamo in linea con la media dei dati che si registrano nel resto del Paese. Che l’uomo negli ultimi cinquanta anni abbia fatto di tutto per rovinarsi la salute non c’è ombra di dubbio. La corsa all’industrializzazione ha portato ad una produzione enorme di rifiuti speciali, radioattivi e non, che non si sa più come smaltire e che hanno finito per inquinare mezzo mondo basta vedere le isole estese per decine di chilometri formatesi con l’accumulo di rifiuti nell’oceano Indiano e nel Pacifico. Che poi come conseguenza ci sia un aumento di determinate patologie mi pare abbastanza logico ed intuibile”.

fonte:quicosenza

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