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NUOVE TARIFFE FERROVIE DELLA CALABRIA

COSENZA – Il nuovo anno è arrivato portando novità anche nel settore del trasporto pubblico che però non sono poi così positive.

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Le Ferrovie della Calabria infatti, come regalo hanno proceduto ad aumenti e nuove tariffe per il trasporto pubblico su gomma di cui usufruisce una gran parte di studenti e di pensionati dell’hinterland della provincia di Cosenza. In merito il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea si schiera al fianco dei numerosi utenti delle linee su gomma che collegano i paesi della provincia con il centro della città di Cosenza, i quali lamentano un aumento esoso e un metodo ingiusto per il calcolo delle tariffe stesse. Una delibera regionale della precedente giunta, la 468/13, ha approvato una variazione di tariffe per rendere, come afferma l’Azienda, l’offerta di servizio più idonea, più efficiente ed economica per il soddisfacimento della domanda di trasporto pubblico.

“Efficiente? Non sappiamo ma economicamente idonea probabilmente lo è solo per l’azienda – ha detto il consigliere Giudiceandrea- visto che le nuove tariffe vengono calcolate sì a chilometraggio e con lo scatto a decine di km ma con una differenza di costi alquanto elevata. Se con lo scorso tariffario si pagava 24.20 euro fino a 10 km , uno studente o un pensionato che sono coloro i quali maggiormente usufruiscono del servizio, oggi pagano un abbonamento mensile di 33 euro, fino a 20 Km ne pagano 48, fino a 30 il costo è di 63 euro e così via”.

Ciò significa che se uno studente ad esempio dal Comune di Trenta che in auto dista 10 Km e 400m dal centro di Cosenza deve recarsi a scuola in città pagherà la tariffa fino a 20 km cioè 48 euro, come del resto dalla vicina frazione di Casole bruzio che dista 12 km dal centro città, quindi ben 8.80 euro in più. “E’ una sperequazione inaccettabile – ha detto Giudiceandrea- se si pensa in quale contesto avvengono tali cambiamenti. In una regione in cui il tasso di disoccupazione è tra i più alti d’europa, in cui la crisi sta mettendo in ginocchio tante famiglie e tante aziende, a farne le spese sono sempre i cittadini. Se pensiamo che ad usare i mezzi pubblici probabilmente sono quelle persone che non possono permettersi i prezzi antieconomici del carburante o addirittura non possono permettersi l’auto stessa, questi aumenti certo non aiutano ma rendono ancora più difficile un bilancio familiare oggi già precario per molte, forse troppe famiglie”.

fonte:quicosenza

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