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“Non è tutto oro quel che luccica”

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Le bugie più efficaci si nascondono dentro una mezza verità. Lo sa bene chi si occupa
di propaganda politica, pratica che ormai va ben oltre la parentesi elettorale
.

 

In questi giorni il sindaco Occhiuto, dalla sua pagina Facebook ripete che la sua amministrazione avrà come scopo principale la lotta alla povertà e annuncia che prestissimo le famiglie bisognose di Cosenza riceveranno dei contributi. “Dal 2 al 17 Settembre i cittadini di Cosenza che possiedono i requisiti potranno presentare l’apposita domanda al settore Affari sociali del comune per ottenere un card di circa 3000 euro“, spiega sul social network il sindaco e subito a seguire è una valanga di plausi, osanna, icone con manine che applaudono, cuoricini
festanti e soprattutto frasi di elogio sperticato.

 

Peccato che l’iniziativa non sia di Occhiuto e che il Comune non c’entri niente e nemmeno la sua pretesa lotta alla povertà, visto che il provvedimento è governativo e riguarda tutta l’Italia. Insomma le amministrazioni comunali, e tra esse quella di Cosenza, sono solo esecutrici della gestione dei fondi europei, nazionali e regionali. Dalla lettura attenta del provvedimento governativo si coglie perfino che i Comuni non hanno nemmeno potere decisionale, essendo l’Inps a valutare i requisiti dei richiedenti. Ma mancando ogni esatta precisazione nel post del sindaco, esso ha prodotto il consenso di cui ogni potere, piccolo o grande, si nutre. Di qui la sequela di “Grande Occhiuto”, o commenti più lunghi che confrontano i politici parolai all’operosità concreta del sindaco di Cosenza.

 

C’è pure un aspetto penoso in tutta questa faccenda messa in moto dalla propaganda ad uso dei social e cioè che in tanti, non avendo capito come funziona la normativa, domandavano al sindaco dettagli su quali fossero i requisiti e emergevano situazioni assai dolorose, di famiglie con disabili, o del tutto senza reddito.Nessuna replica veniva dalla pagina di Occhiuto, nemmeno quando una signora finalmente domandava se il provvedimento riguardasse tutta la Regione o solo Cosenza. Qui Occhiuto avrebbe avuto la possibilità di spiegare la verità e cioè che né lui, né la sua amministrazione c’entrano nulla, ma il castello di sabbia sarebbe venuto giù.

 

Vale la pena di fermarsi brevemente a riflettere su un dettaglio, che ai tempi della comunicazione sui social diventa cruciale. Sembra definitivamente passato il paradigma secondo cui sono vincenti i messaggi immediati e rassicuranti (ma pure quelli terrorizzanti, che funzionano con lo stesso meccanismo), l’importante è che prevalga la semplicità della narrazione, escludendo ogni forma di complessità. Inoltre un post su Facebook diventa fonte attendibile, a dispetto dei comunicati ufficiali. L’effetto quasi certo è un coro di consensi, generati essenzialmente dalla disabitudine al pensiero critico, alla riflessione, all’opinione consapevole, che possono venire solo da una approfondita informazione. Il sapere si traduce ancora in potenza, quella che consente di sghignazzare delle bufale e in questo caso di suggerire: sindaco quando annunci le cose, spiegale per intero.

 

 

 

 

Fonte: Corriere della Calabria

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