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Mario Occhiuto vuole fare la fusione Cosenza-Rende

laletteraocchiuto

 

 

 

Il sindaco del capluogo torna a insistere sull’idea di creare un’unica città: «Rischiamo di passare in secondo ordine d’importanza e d’immagine anche rispetto alla stessa provincia di Cosenza»
Ospite di un prestigioso convegno annuale dal titolo “L’etica nell’evoluzione dell’uomo” organizzato da Nuccia Carmagnola (presidente della delegazione Cosenza-Rende “Accademia Italiana del Peperoncino Onlus”), il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, insieme al primo cittadino di Rende, Marcello Manna, ha approfittato della circostanza per tornare a parlare in maniera condivisa con il collega dell’agognata fusione tra la città di Cosenza e quella del Campagnano. Entrambi i primi cittadini presenti alla manifestazione, hanno così celebrato un pubblico rito di gemellaggio fra i due territori che, di fatto, nel vissuto quotidiano sono già un’unica realtà.

 

«L’occasione è buona – ha affermato Occhiuto nel corso dell’incontro – per propiziare ed intensificare gli sforzi tesi alla concreta fusione che condurrà alla formalizzazione istituzionale-amministrativa dell’Area urbana Cosenza-Rende. Con il collega Manna siamo d’accordo sull’accelerare l’iter degli atti che devono essere portati nei rispettivi Consigli comunali per poi essere approvati e procedere dunque con il Referendum. Entrambi – ha aggiunto il Sindaco del capoluogo bruzio – conveniamo che, per essere considerato positivo, il Referendum debba raggiungere la maggioranza in ciascuna delle città oggetto della fusione, e non solo quindi complessivamente nei due Comuni, proprio come adesso prevede la Legge regionale nel caso resti tale senza che magari venga modificata velocemente. Gli altri Comuni limitrofi eventualmente interessati (Castrolibero, Montalto, Mendicino, Zumpano, Carolei) potrebbero aderire con le stesse modalità».

 

«Speriamo quindi di riuscire – prosegue ancora Occhiuto – a realizzare il sogno di una Città unica tra Cosenza e Rende, e anche, appunto, insieme con gli altri centri urbani contigui interessati. Sarebbe un risultato davvero straordinario, di inimmaginabile miglioramento urbanistico e sociale per le comunità. Una città unica che ormai è già stata costruita negli ultimi decenni e densamente abitata senza soluzione di continuità, finalmente concretamente unificata da un punto di vista amministrativo con servizi integrati unici di trasporto pubblico urbano e di raccolta dei rifiuti, oltre che con caratteristiche di grande pregio storico che convivono con un centro culturale di scala superiore qual è l’Università della Calabria. Nascerebbe una delle più importanti e strutturalmente più avanzate città del nostro Paese, fra le prime quindici città italiane. Ai primissimi posti nel Sud Italia. Ci sarebbero anche grandi vantaggi da cogliere oggi, previsti dalla normativa nazionale che favorisce tali accorpamenti, e ingenti risorse aggiuntive cui potremmo accedere per realizzare investimenti e gestire i servizi in modo più efficiente.

 

Ricordo che sono state create città da situazioni urbane molto meno caratteristiche e vantaggiose della nostra, come Lamezia che è composta da centri separati e non organicamente connessi (Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia), e stanno per nascere sul nostro stesso territorio provinciale altre nuove realtà urbane dalla fusione di centri abitati (vedi Corigliano e Rossano, che distano addirittura circa 15 km!) non funzionalmente connessi e integrati come nel nostro caso. L’area urbana di Cosenza-Rende – conclude Mario Occhiuto – rischierebbe, se la situazione restasse allo stato attuale, di passare in secondo ordine d’importanza e d’immagine anche rispetto alla stessa provincia di Cosenza. Mi chiedo allora: cosa stiamo aspettando?».

 

 

 

Fonte: Corriere della Calabria

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