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L’Università della Calabria penultima tra gli atenei statali

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La qualità universitaria italiana continua ad abitare al Nord, da Verona a Trento, dal Politecnico di Milano a Bologna. Fra i poli non statali il solito terzetto di testa. La Luiss supera la Bocconi, che si piazza al secondo posto precedendo il San Raffaele di Milano. E’ quanto emerge dalla classifica delle università italiane stilata dal quotidiano “IlSole24Ore“. La migliore posizione in Calabria è per l’Università di Catanzaro che guadagna una posizione rispetto al 2015, piazzandosi al 40/mo posto. In calo Reggio Calabria, 52/ma, che perde 7 posizioni, il cui peggioramento é il più significativo a livello nazionale. E ancora più giù Cosenza. L’Università della Calabria penultima tra gli atenei statali. L’Unical è al 60/mo posto, lascia per strada 6 posizioni.

La classifica delle università: gli indicatori

La nuova edizione dei ranking universitari de “IlSole24Ore“, articolata sui 12 indicatori tradizionali che puntano a misurare i risultati di didattica e ricerca, mostra insomma una geografia della qualità accademica sempre più consolidata, soprattutto per i grandi atenei. Da segnalare i balzi di Modena e Reggio Emilia (+6) e del Politecnico di Torino (+5), mentre tra i grandi poli in arretramento si incontrano Genova (-5) e Firenze (-4). Questa architettura conferma che gli indicatori utilizzati per costruire il ranking riescono a misurare le dinamiche consolidate dell’accademia italiana, e che le performance delle diverse strutture sono figlie di fattori di lungo periodo che hanno bisogno di tempo per mostrare significativi cambi di ritmo.

La classifica delle università: strutture e qualità

Come sempre, gli indicatori sono divisi in due grandi ambiti. I primi nove misurano il polso alle attività di didattica dei singoli atenei, dalla solidità della struttura dei docenti alla capacità di garantire puntualità negli studi, collegamenti internazionali ed esperienze lavorative durante il corso di laurea. Gli ultimi tre misurano invece i risultati della ricerca, in tre macro-ambiti esaminati dall’Agenzia nazionale di valutazione. Abbiamo la qualità della produzione scientifica, quella dei dottorati e la capacità dei dipartimenti di ottenere finanziamenti esterni per i loro progetti. In fatto di didattica Reggio precede di una posizione Catanzaro, mentre l’Unical è fanalino di coda. Prima in regione per la ricerca è Catanzaro, seguita da Reggio e Arcavacata. L’ateneo dello Stretto primeggia per attrattività e sostenibilità mentre Catanzaro è in coda per gli stage. L’ateneo del capoluogo, infine, è ai vertici per mobilità internazionale a pari merito con atenei come Bicocca e Tor Vergata.

 

 

 

Fonte: WeCalabria

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