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Lo sfogo della mamma del piccolo Antonio Maria

 

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L’essere Mamma di un bimbo gravemente disabile e handicappato che vive, con me, nella città di Cosenza, mi ha insegnato che agire in tempo é tutto.
Aspettare che il tempo aggiusti le cose é un lusso che mio figlio non si può permettere.
 

Sin dalla sua nascita avvenuta sette anni fa, mi sono dovuta rendere conto che la qualitá della sua vita, e di conseguenza della mia, dipendono ESCLUSIVAMENTE dalla politica, ovvero dalle scelte etiche attuate dai politici. Anzi, da chi vuol far credere di fare politica, una buona politica.
Con sommo dispiacere, ogni benedetto giorno, devo constatare purtroppo che per loro, garantire una buona qualità di vita alle persone affette da disabilitá e a chi si prende cura di essi, NON É UNA PRIORITÀ.
 

Ciò che questi “signori” non vogliono capire é che i disagi infiniti che le PERSONE affette da disabilitá, cosí come le PERSONE che si prendono cura di loro, sono costretti a subire a causa di un totale abbandono istituzionale, si ripercuotono anche sulla SOCIETÀ INTERA.
Quella stessa società, istituzionale e civile, verso cui noi abbiamo dei doveri, ma che a noi non riconosce alcun diritto.
 

L’amore, la pietà e la comprensione a nulla servono se concretamente non ci viene dato modo di condurre un’esistenza consona alle nostre esigenze.
Vorremmo adeguarci alla “normalità“, ma la nostra “natura” e la cultura politica e civile intrisa di pressapochismo, indifferenza e incompetenza ce lo impedisce.
 

Tiene duro da anni Rosita Terranova, stringe i denti e cerca di affogare quella catena di dolori, dispiaceri e sofferenze che la vita tutti i giorni le riserva

 

Antonio Maria, dopo due anni di continue richieste fatte al Comune di Cosenza per avere un mezzo di trasporto idoneo, finalmente ne ottiene uno solo nel 2017. Esso, però, non é idoneo alle sue esigenze pertanto non può andare a scuola.
 

Ad impedire la frequenza scolastica al bambino vi sono anche altri due motivi: l’ascensore dell’istituto scolastico che lo porterebbe al piano in cui è situata l’aula in cui deve stare il bambino non funziona e la costruzione di una tettoia da avere in prossimità dell’ascensore al fine di proteggere dalla pioggia chi percorre il pezzo di strada che conduce allo stesso.
 

Dal mese di luglio, la Dirigente scolastica ha iniziato ad inoltrare al Comune di Cosenza le richieste di immediato intervento, ma senza ottenere alcun risultato risolutivo.
Ricapitolando , Servizio di trasporto, ascensore e tettoia, la cui erogazione e la cui realizzazione dipendono esclusivamente dal Comune di Cosenza, sono ciò da cui dipende la frequenza scolastica del bimbo.”
 

Nel caso in cui una sola delle tre situazioni non venisse risolta al meglio, il bimbo comunque non potrebbe frequentare la Scuola.
 

Cosa fare quindi?

 

Dovremmo rassegnarci e continuare a subire in silenzio le scelte sbagliate di persone? che giocano con le nostre vite?
 

Mai, io non lo farò mai.Io non smetterò mai di combattere affinché la “normalità” di mio figlio venga accettata, realmente rispettata e adeguatamente supportata.
Non smetteró mai di pretendere che le leggi atte a tutelare la sua vita e la sua dignità vengano applicate!
 

Mi fa riflettere molto il fatto che non siano anche gli Amministratori di un Comune a lottare per gli stessi motivi per cui lotto io e che siano proprio loro, invece, quelli che violano addirittura i Diritti costituzionalmente sanciti di una persona.
 

Mi chiedo come sia possibile che ad un bambino, tra l’altro affetto da disabilitá grave, chi di dovere continui a negare ogni suo Diritto nonostante la propria madre paghi onestamente le tasse e nonostante lei segua pedissequamente l’iter burocratico necessario affinché il proprio figlio possa godere dei suoi Diritti.
Mio figlio esiste ADESSO ed é ADESSO che deve poter vivere dignitosamente.
 

Mio figlio é una PERSONA, non una mera pratica burocratica che può essere lasciata su qualche fredda scrivania del burocrate di turno, per il cui stipendio deve ringraziare anche mio figlio.
 

C’é qualcuno, che sia competente e coraggioso, in grado di spiegarmi il motivo per cui a mio figlio viene ancora negato il Diritto all’Istruzione?
C’é qualcuno, che sia competente, coraggioso ed onesto, in grado di spiegarmi con documentazione valida, non a parole, il motivo per cui, dei servizi che per Legge spettano a mio figlio, non vengono erogati?
 

Soprattutto, c’é qualcuno fra voi, magari in grado di provare un po’ di vergogna, che sia in grado di chiedere scusa per tutto il male che si sta facendo ad una creatura innocente che é già gravemente penalizzata dalla natura?Non credo.
 

L’unica cosa in cui credo, perché la vivo e subisco, é che il fallimento politico e civile della città di Cosenza sia ormai sotto gli occhi di tutti.
 

Credo nell’indifferenza continuamente mostrata nei confronti di un bambino inerme, uno dei tanti, che viene amato solo a parole, vittima anche lui di una società in cui il rispetto delle Leggi pare sia passato di moda.
 

Sono una mamma.
Mio figlio, un bambino.
Siamo cittadini perbene e onesti.
Non siamo pratiche.
Né fenomeni da social.
Siamo persone.
Mio figlio é una PERSONA.
Ed io lo amo.
E voglio che lui possa vivere come vivono tutti i vostri figli.
Chiedo troppo?

 

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