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L’Estremismo Islamico in Africa, il caso di Boko Haram

Pillole di Storia a Cura di Giovanni Trotta
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Nella regione del Borno, uno stato della Nigeria settentrionale, un gruppo islamico radicale noto come Boko Haram ha dichiarato guerra al legittimo governo, con l’obiettivo di portare la Shari’a tra queste popolazioni, in maggioranza cristiana. In effetti il gruppo islamico il cui vero nome é “Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda e per il Jihad”, nella città di Maiduguri, dove esso è nato, è conosciuto come Boko Haram.

Questa espressione deriva dalla parola Hausa boko, che si può tradurre come “educazione occidentale, cristiana”, e dalla parola araba haram, che invece indica una sorta di divieto legale, cioè un peccato da cui guardarsi. Il nome quindi si può tradurre con l’espressione “l’educazione occidentale è peccato”, o “sacrilega”. Tale denominazione è dovuta alla forte avversione che il gruppo ha verso la civiltà occidentale, vista come corruttrice dell’Islam e dei costumi tradizionali nigeriani.

FONDAZIONE

Il gruppo venne fondato nel 2002 da Ustaz Mohammed Yusuf nella città di Maiduguri, con lo scopo di instaurare la Shari’a nel Borno e negli stati confinanti, d’accordo con l’ex governatore della regione Ali Modu Sheriff. Yusuf fondò subito un complesso religioso e una scuola coranica, dove le famiglie povere potevano mandare i propri figli. Il centro cominciò ben presto ad avere obiettivi politici e quindi iniziò a reclutare miliziani da schierare contro le forze del governo centrale. I primi jihadisti vennero reclutati tra gli stessi studenti del centro religioso, e ben presto vennero raggiunti da mercenari del Ciad e del Niger, con l’unico obbligo per entrare di conoscere l’arabo e il Corano. Eric Gutthshuss, che lavora per Human Right Watch, disse in un’intervista di qualche anno fa che “Boko Haram è riuscita a reclutare molti miliziani perché parlava male della politica del governo nigeriano”, mentre lo studioso Abdul Karim Mohammed dichiarò “il successo di Boko Haram è dovuto alla frustrazione per la corruzione politica e per il malessere creato dalla povertà e dalla disoccupazione”. Il gruppo assunse notorietà allo scoppio delle violenze religiose nel paese nel 2009. Nello stesso anno morì il capo storico Yusuf, che venne sostituito dal giovane Abubakar Shekau.
Il nuovo capo di Boko Haram, famoso in tutta la regione del Borno per la sua preparazione e per la conoscenza dell’Islam, riuscì ad accrescere le fila del suo gruppo arruolando centinaia di giovani, i quali rimanevano affascinati dalla capacità oratoria e dal carisma del loro leader.

Dal 2009 al 2013 il gruppo rimase nell’ombra, ma alla fine del 2013 i miliziani nigeriani cominciarono a fare delle incursioni in territorio camerunense e nel Ciad, causando molte vittime e centinaia di profughi. Il vero salto di qualità del gruppo però avvenne nel 2014, quando miliziani di Boko Haram rapirono 276 studentesse universitarie in Nigeria e, pochi giorni dopo, rapirono la moglie del vice-presidente del Camerun. Nel luglio del 2014 Abubakar Shekau giurò fedeltà all’Isis, dichiarandosi seguace di Al Baghdadi, e per rendere ufficiale questa comunità di intenti i miliziani jihadisti attaccarono la popolazione camerunense confinante con la Nigeria. Il 3 gennaio del 2015 guerriglieri di Boko Haram attaccarono la città di Baga, nella regione del Borno, famosa per essere una città popolosa e in una posizione geografica strategica. L’attacco durò per ben 4 giorni, provocando la morte di circa 2000 persone, in maggioranza cristiane. Negli ultimi mesi Boko Haram ha attuato una nuova strategia, infatti ha quasi del tutto bandito le incursioni, a vantaggio delle autobombe e dei kamikaze, spesso scelti tra i bambini rapiti nelle scorrerie compiute contro gli stati confinanti.
Oggi l’organizzazione terroristica si è prefissato l’obiettivo di abbattere il sistema secolare nigeriano e di imporre la Shari’a in tutto lo stato, che non bisogna dimenticare è il più popoloso e ricco di petrolio di tutta l’Africa. Prima che il gruppo divenisse famoso in tutto il mondo per le sue azioni terroristiche, Boko Haram non aveva una struttura ben organizzata, ma anzi era frammentata in diversi gruppetti di jihadisti che si muovevano autonomamente. Oggi il gruppo è diviso in tre fazioni principali, che obbediscono tutte al comando del leader Abubakar Shekau. Il leader di Boko Haram ha aperto il dialogo con l’Isis, tanto da aver giurato fedeltà al Califfo Al Baghdadi e di essersi proclamato suo vassallo. Inoltre Boko Haram ha adottato anche gli stessi metodi di propaganda dell’Isis, infatti nei loro video è possibile vedere Shekau che recita versetti del Corano abbigliato come il Califfo Al Baghdadi. Secondo alcuni studiosi, Boko Haram riceve finanziamenti dall’Isis e da altri gruppi terroristici, inoltre, sempre secondo autorevoli esponenti del mondo accademico nigeriano, il gruppo sarebbe finanziato dai governatori delle regioni di Kano e di Bauchi, tanto che ormai il gruppo ha raggiunto una certa autonomia finanziaria. Anche Boko Haram, cosi come l’Isis, saccheggia e deruba tutti i cristiani che assaltano, tanto da far diventare anche l’Africa occidentale, così come il Medio Oriente, una sorta di terra di nessuno dove vige la legge del più forte e dove i civili soccombono alle azioni terroristiche delle milizie Jihadiste.

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