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Leo Battaglia: toglierò le scritte, ma con calma

Il candidato si difende dalle accuse di essere un imbrattatore : è marketing aggressivo, si è sempre fatto dai tempi di Berlinguer e Mussolini, chi mi attacca è strumentalizzato 

fonte video: Nunzio Scalercio

COSENZA – Leo Battaglia è un uomo di poche parole. Il comizio per la presentazione della campagna elettorale, indetto domenica sera nella sua sede elettorale – tra i mobili intarsiati e i settimini del suo negozio di via Gramsci, a Commenda di Rende – non dura più di due minuti. Lo ammette lo stesso Battaglia: «Non ho mai fatto comizi, ho sempre preferito stare in mezzo al popolo». Cosa che, secondo lui, paga più di mille parole: «Io sono nove anni che a Castrovillari sono il più votato. Alle comunali del 2009 ho preso 360 voti, la seconda volta, alle provinciali, ho preso 1700 voti e alle ultime regionali ho ottenuto 3000 voti». «Oggi la gente è nauseata dal politico e quindi il politico ha serie difficoltà ad stare in mezzo alla gente faccio io».

Un segno dei tempi che cambiano, per il candidato di Fratelli d’Italia, è la sala piena del suo negozio: «E’ difficile, di questi tempi, raggiungere una sala piena in una città estremamente rossa. In altri periodi non credo che io avrei riempito una sala». Ma vivaddio i tempi cambiano. Anche se, in effetti, qualcosa di “vintage” rimane, ed è il modo in cui Leo Battaglia ha deciso di condurre la campagna elettorale. Ma, parlando di popolo, non tutti sono rimasti contenti delle scritte sui muri, a caratteri cubitali, che invadono Cosenza e provincia e che tanto ricordano il vecchio marketing di Covello e Gentile. E’ nato addirittura un gruppo su facebook che conta oltre 1800 iscritti, intitolato “Leo Battaglia deve rimediare allo scempio sui muri”. Qualcuno del gruppo ieri aveva perfino lanciato la proposta di presentarsi al comizio e chiedere al diretto interessato di «cancellare il proprio nome da tutti i muri della provincia». Rilanciamo la provocazione al candidato che replica: «Effettivamente forse un po’ hanno esagerato a mettere le scritte sui muri, quello è vero. Solo che dobbiamo ricordare che questo si chiama marketing aggressivo, campagna elettorale antica che da Berlinguer a Mussolini è stata sempre fatta. La scritta sui muri serve soltanto a far capire che il candidato c’è. Oggi, d’altronde, a Cosenza è impossibile mettere un manifesto. Io con le mie sole forze, non essendo un politico di professione, sto cercando di essere presente con qualche manifesto ma ho serie difficoltà, mentre sui muri qualcuno ancora vede che Leo Battaglia è candidato, e c’è».

La promessa è quella di rimuovere le scritte sui muri: «Se ho messo scritte sui muri, sarà compito mio rimuoverle». Rimuovere o coprire, ancora non è stato deciso: «Alcuni amici mi hanno suggerito di mettere dei disegni floreali dove ora c’è la scritta. Magari potrei iniziare a farlo anche prima del voto e abbellire». Ma non è questo, spiega, il problema: «Chi fa leva sulle scritte sui muri sono persone strumentalizzate e dietro la loro immagine di copertina su facebook ci sono personaggi ben noti alla politica cosentina. Se le critiche fossero venute da persone comuni avrei già rimosso le scritte. Ma dato che queste critiche vengono dalla politica, io le scritte le tolgo, ma con calma». Chi sta facendo questa massiccia campagna a colpi di vernice sono i suoi sostenitori. «E’ gente stanca dei politici e crede in Leo Battaglia perché è un’esperssione popolare. Il movimento Cinquestelle, altra espressione popolare, purtroppo è crollato con l’1,6% del risultato raggiunto a Reggio Calabria. Io ritengo di essere l’alternativa».

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