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Le verità nascoste sul nostro mare

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Siamo in piena stagione turistica e non possiamo parlare male del nostro mare, ne andrebbe dell’economia turistica, già in gran parte mal messa per la crisi economica che attanaglia migliaia di famiglie. Il calo delle presenze turistiche in Calabria è vistoso, basta guardare i lidi balneari semi vuoti e le spiagge libere per rendersene conto.

 

Di più, in alcuni tratti della nostra costa compaiono come al solito strisce di materiale oleoso inquinante e bollicine bianche miste a materiale melmoso. I turisti ed i residenti sono giustamente arrabbiati e come al solito riecco il balletto di verità nascoste.
 
Sarà qualche depuratore che non funziona, o qualche scarico abusivo, o forse qualche nave di passaggio, o è la schiumetta che viene trascinata dalle correnti alle 11 in punto dalla Campania o da Messina. La gente vuole essere tranquillizzata e non vuole sapere come stanno realmente le cose. Si preferisce appisolarsi sotto l’ombrellone, in attesa che il mare ritorni pulito, piuttosto che capire cosa davvero succede nel nostro mare.
 
Se volete davvero restare illusi da ciò che dicono le istituzioni (Arpacal, Provincia, Regione, Sindaci, Ispra) e non sapere la verità, vi consiglio di non continuare a leggere questo articolo. La verità è terribile, costosa, anti economica, anti turistica, la verità porta ad aprire gli occhi, a capire che esiste un altro modo di vedere le cose.
 
Prendete ogni mattina la pillola azzurra offerta da Morpheus nel film Matrix rifiutando per paura la pillola rossa. La verità purtroppo è questa ed è suffragata da perizie, ordinanze, studi scientifici.
 
Il nostro mare tirreno è un mare morto, sepolto sotto tonnellate di rifiuti di ogni genere che sono nei nostri fondali da anni e che vengono rimescolati ogni volta che c’è una mareggiata, o passa un peschereccio con lo strascico per portare pesce fresco sulle vostre tavole.
 
Abbiamo dimenticato della nave Cunsky e di tutto il clamore suscitato dalle dichiarazioni del pentito Fonti? .E’ vero siamo un popolo dalla memoria corta. Sapete quanti rifiuti tossici sono sepolti nel fiume Oliva ad Amantea?.Abbiamo dimenticato l’inchiesta di Natale De Grazia misteriosamente morto avvelenato mentre si recava ad interrogare i responsabili della Jolly Rosso?.
 
Passiamo al nord della Calabria. Dal fiume Olivo a quello del Noce di Tortora. Sapete dell’impianto di San Sago? E’ un impianto dove convergevano gli auto spurgo di tutta la zona tirrenica a scaricare percolato proveniente da discariche, pozzi neri di abitazioni e attività produttive, liquami vari.
 
Capite bene adesso che i depuratori sono il problema minore e che bene o male questi sono facili da controllare? E avete dimenticato i terreni della Marlane a Praia a mare? Sono stati trovati in alcune zone del terreno della ex fabbrica tonnellate di rifiuti tossici compresi il Cromo VI.Pensate ancora che vi abbiano detto la verità? Quindi il problema sta nei fondali. Lo strascico che avviene quasi quotidianamente in modo legale e in modo abusivo smuove quei fondali contaminati da tonnellate di rifiuti di ogni genere.

Cosa fare allora?

1) Bloccare subito lo strascico.

2) Ripartire con il Parco marino della Riviera dei Cedri allargandolo da Tortora fino a Paola inserendo tutte le scogliere esistenti ed i fiumi che vi sboccano.

3) Ordinanze dei sindaci che impongano agli auto spurgo di segnalare la propria presenza nei paesi dove intervengono, dichiarando il luogo da ripulire e in quale impianto andranno a sversare.

4) Controlli quotidiani e per tutti i mesi estivi dei fiumi, utilizzando i lavoratori forestali e volontari delle associazioni ambientaliste. Controllo di tutti pozzi neri lungo i fiumi e eventuali scarichi abusivi.

5) Chiusura di quegli impianti che non diano garanzie sullo smaltimento dei rifiuti e soggetti ad indagini giudiziarie come quello di San sago a Tortora.

6) Avviare un piano di bonifiche per i terreni della Marlane, del fiume Noce e del fiume Olivo e di tutte quelle aree interessate negli anni passati da discariche come a Santa Domenica Talao, Scalea, Praia a Mare.

7) Analisi dei fondali marini da Tortora ad Amantea.

8) Scandaglio di tutti i fondali della Calabria con navi moderne e tecnologicamente attrezzate alla ricerca delle navi affondate per un censimento dell’esistente e del loro stato.

9) Istituzione del Registro nazionale dei tumori per stabilire la connessione fra aree inquinate e l’incidenza tumorale.

10) Interventi di ripascimento morbido per contrastare l’erosione marina.
 
Fonte:http://www.calabrianotizie.it/ Articolo di di Francesco Cirillo ambientalista, scrittore, giornalista

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