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L’affascinu fra credenze e superstizioni

Il rito dell’affascino in Calabria è qualcosa di spirituale ma anche di magico.Un tempo molte donne in Calabria praticavano il rito dell’affascino. Ma cos’è l’affascino?
affascino
 
L’affascino è un sintomo psico-fisico causato dal malocchio, dall’invidia o dal desiderio morboso che una persona ha verso un’altra. Ad esempio : una donna è fortemente attratta da un uomo al punto di pensarlo e desiderarlo continuamente. All’uomo in questione sopraggiunge l’affascino. Quali sono i sintomi?
 
i sintomi sono mal di testa, stanchezza nelle gambe, e sbadigli continui. Una volta accusati i sintomi ci si rivolgeva alla nonna, alla comare o alla persona di fiducia del posto! il rito poteva svolgersi ovunque, in casa o all’aperto, l’importante è che il tutto avveniva in assoluta tranquillità e in spirituale silenzio. La donna si metteva di fronte l’affascinato, si faceva il segno della croce e con il pollice della mano destra segnava tre volte il segno di croce sulla fronte della persona da curare, ed iniziava a bisbigliare una serie di preghiere (l’ave Maria e il Padre Nostro) e di formule assolutamente segrete. Per quanto riguarda le preghiere, se alla donna curatrice sopraggiungeva il primo sbadiglio mentre recitaval’Ave Maria, significava che il malocchio l’aveva trasmesso una figura femminile, al contrario se il primo sbadiglio sopraggiungeva durante il Padre Nostro il malocchio era trasmesso da una figura maschile.
 
La persona che pratica l’affascino non spiega mai come avviene il rito nello specifico. Ognuno ha la propria formula e il proprio metodo e questo si tramanda di generazione in generazione. Il rito dell’affascino infatti si può insegnare solo a 3 persone e in una data specifica : a mezzanotte della notte di Natale.
 
L’etimologia di “affascinare” viene ricollegata a “fascinum”. Per i Greci ed i Romani il pene era simbolo di potere: nell’antica Roma, spesso le dimensioni e la forma del pene agevolavano la carriera militare. Proprio tra i Romani, inoltre, il pene fungeva da portafortuna. Il fascinum era un amuleto fallico contro il malocchio da appendere al polso. Di qui il gesto scaramantico di “toccarsi” (o di toccare il corno, a forma fallica) per attingere energia.
 
Tratto da “Calabria fra storia e Magia”

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