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La passione di un popolo in un unico grande cuore rossoblu

 

Se il giorno di Santo Stefano quasi diecimila cosentini rinunciano alla tradizionale Zuppa alla Santè vuol dire che c’è qualcosa di davvero più importante. Verza, pane croccante e formaggio filante per un anno a riposo perché bisogna spingere la truppa di Piero Braglia alla vittoria contro il blasonato Empoli

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Si gioca alle 12:30 ed il popolo rossoblu si avvia verso il San Vito “Marulla” a mezze maniche. Il potere del sole a queste latitudini. Tutti con un po’ di rosso e di blu addosso. Nelle altre zone della città il deserto e dalle case soltanto il profumo ben cotto del brodo, la frittura dorata delle polpettine e l’inebriante ed unico odore del pane tostato. Nel frattempo che si serve in tavola e c’è chi sceglie se mettere il pepe nero o meno al San Vito è tutto pronto.
 
La giornata è quasi epica. Tanti i tifosi che lavorano altrove e per l’occasione tutti raccolti sotto un unico cuore. Dopo la grande vittoria dell’Arena Garibaldi di Pisa occorre dare continuità e battere i toscani è determinante per la salvezza. Braglia conferma gli eroi del 3-1 di Pisa e dopo 12 minuti l’uruguaiano Jaime Báez segna da attaccante vero battendo Brignoli e facendo esplodere tutto la Stadio. Gran merito nell’azione del goal anche a Emmanuel Rivière che per una volta non segna ma è assist man per il ragazzo di Montevideo.
 
Tanto nervosismo in campo per l’alta posta in palio e Pezzuto di Lecce che distribuisce ammonizioni per calmare gli animi. Nella ripresa ne fa le spese il tunisino Laribi espulso per doppia ammonizione. L’Empoli ha tanto possesso palla, ma molta sterilità offensiva. Baez e Bruccini ci provano ma il risultato non si schioda. A sette dalla fine ciò che sarà eco nazionale : il diciottenne Samuele Ricci da Pontedera scaglia un bolide terra aria dalla distanza con il pallone che sbatte sotto la traversa e finisce la sua corsa oltre la linea. E’ il pareggio ed il sole del San Vito ha come una eclissi.
 
Muzzi e soci esultano ma senza fare i conti con Pezzuto e Cipressa entrambi di Lecce che non convalidano la rete. Tra lo sconcerto generale e la furia empolese si riprende. Anni fa i lupi a Lecce lasciarono una Serie A già conquistata e chissà che il Dio del calcio per un attimo si sia impadronito di Pezzuto e Cipressa per salvare i lupi. Chi lo sa. Si riprende e Perina fa un miracolo sul colpo di testa di Leonardo Mancuso. Dio c’è.
 
Ultimi brividi in pieno recupero con Nicholas Pierini che si divora il raddoppio sparando su Brignoli ed il talentuoso La Gumina che con un diagonale sfiora anch’egli il pareggio. Dopo 6 minuti incandescenti finisce 1-0.
 
Il San Vito è un tripudio con il popolo rossoblu che canta, balla e intona insieme alla squadra il tormentone ormai famoso ovunque Wolves On Fire. Il Sole è altissimo nel cielo e picchia ancora forte. E’ 26 Dicembre ma sembra ferragosto. I 3 punti sono fondamentali e sono stati conquistati. L’Empoli è furioso ma per una volta Dio aiuta gli audaci. Braglia e la sua truppa continuano la loro corsa sostenuti da un pubblico che ha pochi eguali in tutta Italia.
 
Sono le 14:30 e la Santè è ormai un ricordo mescolato ad un buon vino rosso casareccio. L’aria è quella di un dì di festa che nasconde tanti problemi e la tanta spazzatura che imperversa per le strade. I lupi ci sono e camminano sul fuoco. Sembra impossibile che questa malattia non vada più via…..
 
Dic 28,2019 |author:Giandomenico Sica

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