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Italiani longevi ma depressi

Nonostante la crisi economica, la salute degli italiani, è ancora buona. È questa la situazione che emerge dalla dodicesima edizione del Rapporto Osservasalute 2014, un’approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane

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Da 12 anni, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane monitora lo stato di salute della popolazione e l’impatto dei determinanti organizzativi e gestionali su cui si fondano, attualmente, i Servizi Sanitari Regionali. I dati evidenziano che lo stato di salute degli italiani risulta complessivamente buono, con un aumento, nei 10 anni trascorsi, della speranza di vita per entrambi i generi ed una diminuzione del tasso di mortalità infantile. Permangono nei diversi ambiti indagati, ed in alcuni casi si intensificano, le differenze tra macroaree geografiche, tra singole regioni e tra uomini e donne.

In Italia oltre una persona su 5 ha più di 65 anni. Le persone tra i 75 e gli 84 anni sono più di 4 milioni, il 7,6% della popolazione totale. La Liguria ormai da anni detiene il record di regione “più vecchia” d’Italia. La popolazione ultracentenaria va rapidamente aumentando sia in termini assoluti che relativi. Nel 2013 quasi tre residenti su 10.000 hanno 100 anni ed oltre. In questo segmento di popolazione le donne sono estremamente più numerose.

Il numero medio di figli per donna è, nel 2012, pari a 1,42 (italiane 1,29 e straniere 2,37 figli per donna). Anche con riferimento a questo indicatore si riscontrano notevoli differenze territoriali. Il numero medio di figli per donna è, infatti, pari a 1,67 nella PA di Bolzano rispetto a 1,14 registrato in Sardegna. L’età media al parto rimane elevata, pari a 31,4 anni (italiane 32,0 anni e straniere 28,4 anni). La speranza di vita alla nascita è di 79,6 anni per gli uomini e 84,4 anni per le donne. Nei 10 anni trascorsi dal 2002 al 2012, gli uomini hanno guadagnato 2,4 anni, mentre le donne 1,4 anni.

Nel 2013, la quota di fumatori tra la popolazione è pari al 20,9%. Il dato è di poco inferiore rispetto all’anno precedente, ma si colloca in un trend caratterizzato da una lenta e costante diminuzione. Una delle fasce di età che risulta più critica per entrambi i generi continua ad essere, nel 2013, quella dei giovani tra i 25-34 anni in cui il 36,2% degli uomini e il 20,4% delle donne si dichiarano fumatori. Anche il consumo di alcool è diminuito.

È preoccupante l’aumento dei tumori al polmone fra le donne, con un incremento in 10 anni del 18%, e al seno, saliti del 10,5%. Aumenta anche, del 6,5%, l’incidenza del tumore al colon retto tra gli uomini. Sempre nel 2013, più di un terzo della popolazione adulta (35,5%) è in sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa (10,3%). Complessivamente, il 45,8% dei soggetti di età inferiore ai 18 anni è in eccesso ponderale. Le persone che dichiarano di praticare uno o più sport nel tempo libero sono il 30,6% della popolazione, pari a circa 18 milioni.

La spesa sanitaria pubblica italiana pro capite nel 2013 è di 1,816 euro, un valore decisamente basso se confrontato con altri paesi. In aumento l’uso di medicinali fra gli italiani, soprattutto il consumo di antidepressivi.

I suicidi sono in lento ma costante aumento, con un tasso medio annuo di mortalità che nel biennio 2008-2009 era pari a 7,23 per 100 mila residenti di 15 anni e oltre, nel 2009-2010 era 7,21 e nel 2010-2011 è stato pari a 7,32. Immutato l’identikit di chi si toglie la vita: nel 78,7% dei casi il suicida è un uomo (il tasso standardizzato di mortalità è pari a 12,41 per 100 mila per gli uomini e a 2,97 per le donne). La mortalità per suicidio aumenta al crescere dell’età.

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