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In Calabria si scia dappertutto… ma non a Camigliatello Silano.

Continuano le polemiche per la chiusura delle piste a Camigliatello a causa della poca neve. Fa freddo ma funziona un solo cannone su tre e lo si usa anche male. La rabbia dei turisti: “privatizzare subito gli impianti gestiti poco e malissimo dall’Arsac”

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CAMIGLIATELLO SILANO (CS) – Gambarie, sull’Aspromonte, impianti presi d’assedio dai turisti di Sicilia e Puglia che sciano guardano lo Stretto di Messina, stessa cosa dicasi per Palumbo Sila dove si scia senza problemi da una settimana e più. Lorica sono in dirittura d’arrivo i lavori per i nuovissimi impianti che una volta entrati in funzione, faranno del paese adagiato sulle sponde del lago Arvo la punta di diamante del turismo invernale ed estivo montano calabrese, grazie sopratutto alla gestione privata degli impianti da parte della neonata Lorica Ski Area. Impianti gestiti alla perfezione che fanno ‘concorrenza’ alla gestione pubblica e alquanto ‘discutibile’ degli impianti di Camigliatello Silano, in pratica chiusi dallo scorso anno e che non fanno altro che alimentare la rabbia dei turisti mettendo in ginocchio l’economia locale che vive di questo.

 

Neve abbondante (anche troppa) a Cosenza ma stranamente, dicono da quelle parti lassù sulla Sila, non a Camigliatello o almeno, non tale da poter consentire l’apertura delle piste. E i tanti turisti che già nel fine settimana scorso avevano preso d’assedio la cabinovia di Monte Curcio armati di sci e tavole da snowboard sono rimasti con un pugno di mosche: si sale ma non si scende… almeno non sugli sci. Inutile girarci intorno: è arrivato il momento di fare una riflessione attenta e seria sulla gestione degli impianti che andrebbe immediatamente privatizzata, per garantire il funzionamento anche con la totale assenza di neve, come avviene al Nord anche se non nevica per mesi interi. Questa è l’unica soluzione praticabile, considerata la fallimentare gestione dell’Azienda Regionale per Lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese.

 

Eh si, perché quello che sembra davvero assurdo è che, nonostante siano pochi i centimetri di neve caduti in Sila, chi gestisce gli impianti, ovvero l’Arsac, non abbia assolutamente pensato di effettuare l’innevamento artificialmente con i cannoni, nonostante le basse temperature presenti da oltre 10 giorni. In realtà su tre cannoni sparaneve, solo uno è in funzione. Lo scorso anno si apponevano alle biglietterie della funivia, i cartelli con su scritto “chiuso per ‘troppa’ neve” quest’anno la neve è poca, e la ‘tavola’ non galleggia. Insomma una figura barbina e un danno economico, d’immagine e turistico.

 

fonte:quicosenza

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