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Giampaolo Bianchi : Perseveranza e talento portano lontano. In Serie A.

L’assistente arbitrale cosentino ci racconta la carriera nell’Olimpo del Calcio Italiano

Giampaolo Bianchi  Carmine Russo Nola e capitani Juventus - Lione

Quando si arriva nell’Olimpo dello sport non è mai per caso. Quando si brilla in uno stadio di Serie A è perché c’è il talento, c’è il cuore, ci sono i polmoni e ci sono le gambe. La strada è lunga e piena di ostacoli. La passione e il sacrificio sono determinanti. La perseveranza è un comandamento. Perché per chi deve essere sempre al top non esiste caldo, pioggia, neve, grandine e vento. Quando ci sono da macinare ripetute, scatti e scaloni a piedi uniti non c’è nessuno che possa fermarti. Si insegue il proprio sogno che poi può diventare un lavoro. C’è chi ha perseverato tanto per arrivare dove è arrivato. Giampaolo Bianchi, 42 anni, assistente arbitrale della sezione Cosenza ha dato lustro alla nostra città e rimarrà sempre nella storia della locale sezione arbitri della città dei bruzi. Sei partite in Serie A e cento in Serie B non sono cosa da tutti i giorni e allora abbiamo approfittato della gentilezza di Giampaolo e lo abbiamo incontrato per farci raccontare un po’ del Dio calcio che tanto affascina tutti noi. Giampaolo conoscendo la tua storia arbitrale prima ho usato un aggettivo definendoti perseverante perché ricordo che la tua “promozione” alla Can A e B è stata oltre che meritatissima,  anche sudatissima vero? << E si, è stata sudata si. Io ho fatto tutti e quattro gli anni nella Can D – Dilettanti – e tutti e cinque gli anni nella Can C – Lega Pro – . Nove anni tutti d’un fiato. Tanti sacrifici sempre in giro per l’Italia e comunque anche tantissime soddisfazioni>>. Degli anni alla Can C cosa ricorderai sempre  ? << Le 50 gare di Serie C1 e le 10 semifinali e  finali play off e out in cui ho sbandierato. Due su tutte : la finale di andata al Partenio tra Avellino e Taranto con arbitro Tommasi di Bassano del Grappa e la finale di ritorno play off tra Cittadella e Cremonese con arbitro Gallione di Alessandria  con la festa finale del Cittadella per la prima volta nella sua storia promosso in B>>. Bene, saliamo tutti in Serie B e raccontaci le partite che ti hanno emozionato di più della serie cadetta. <<Su tutte  Torino – Padova all’Olimpico nell’Aprile 2012, in notturna e stadio stracolmo. Arbitro era Ostinelli di Como e sapevamo che in televisione ci guardava con attenzione l’ex arbitro svizzero internazionale Massimo Busacca in qualità di Responsabile Uefa. Finì 3-1 per il toro, andammo benissimo e l’atmosfera che si respirava era da brividi. Il Torino salì in Serie A. Poi Sassuolo – Padova con Di Bello di Brindisi e anche qui atmosfera da Serie A con i neroverdi di casa che impattando per 1-1 con i veneti hanno dovuto rimandare la festa. Ma era tutto pronto ed anche qui ce la siamo goduta l’adrenalina della gara e del pubblico. Anche Vicenza – Sampdoria al Menti finita in pareggio 2-2 con Cervellera di Taranto è stata un’altra grande gara. Vicenza zona play out e blucerchiati zona play off. Giocata con rara intensità fino all’ultimo secondo. E per ultima ricordo il del derby veneto Cittadella Verona che lo abbiamo disputato due volte perché la prima Palazzino di Ciampino aveva sospeso la partita per nebbia. Tutti ricordi indelebili>>. E delle sei gare in Serie A che vuoi dirci? Peccato davvero siano state così poche. Ne avresti sicuro meritate di farne molte altre. << Purtroppo è andata così. Sono felice di queste sei partite che conserverò sempre gelosamente. Le due che sono una spanna sopra le altre sono : Napoli – Chievo con Candussio e Catania – Sampdoria con Luca Banti di Livorno. Entrare in campo al San Paolo di Napoli è un’emozione indescrivibile. Un ricordo incancellabile>>. So anche di un’altra partita a cui tieni tantissimo vero? << E si, disputata nella mia città e nel mio stadio. L’amichevole Juventus – Lione al San Vito con arbitro Carmine Russo di Nola, altro assistente il cosentino Enrico Fittante e quarto uomo Marco Guida di Torre Annunziata. Anche quella sera vedere il San Vito pieno ed essere protagonista in campo è stato motivo di felicità e orgoglio>>. In tutti questi anni quali sono stati gli arbitri che ti hanno impressionato positivamente di più? << Premettendo che sono tutti all’altezza della situazione, posso dirti che Massimiliano Velotto di Grosseto per me è sempre stato il più affidabile in assoluto. Grandissima personalità e competenza. Tra i più giovani Massa di Imperia e Guida di Torre Annunziata. Poi voglio menzionare Mauro Bergonzi di Genova che oltre a essere un arbitro eccezionale è un ragazzo simpaticissimo e stare con lui è uno spasso. Con molti di loro sono in contatto e sono amici oltre che colleghi>>. E tra i calciatori invece? Ti saranno passati davanti tanti ottimi calciatori. <<Si certo. Due su tutti non dimenticherò mai : David Trezeguet e Alessandro Del Piero. Un altro pianeta. Dal vivo un altro pianeta. Scendendo sulla terra posso dirti Fabrizio Miccoli nel Palermo, e un altro campione da vedere Antonio Cassano del quale posso dirti che è sempre stato molto educato e rispettoso nei nostri confronti ed era bello notare come fosse un vero leader della squadra. Un altro calciatore fortissimo era l’ex calciatore del Verona ora al Napoli Jorginho. Un fenomeno>>. Domanda fatidica, il rapporto con la moviola in televisione e con i processi quotidiani fatti da giornalisti che non hanno mai messo un piede in un campo. E soprattutto non conoscono per nulla il regolamento. << Posso dirti senza entrare in polemica che in campo c’è una partita e in televisione ce n’è un’altra. La televisione rallenta e non dà per nulla l’idea della velocità che c’è in campo. E’molto difficile. Sai una cosa simpatica : noi a fine partita a volte dicevamo ora per questo errore ci distruggeranno e poi invece di quell’errore che noi temevamo non ne vedevamo nemmeno un’immagine. La televisione spettacolarizza tutto. Ciò che fa ascolto>>. Dopo cinque anni nell’olimpo della Serie A e B ora hai finito l’attività sul campo. A cosa ti stai dedicando nell’associazione? << Si dopo una vita sul campo ora spero che la mia esperienza possa essere sfruttata per metterla al servizio dei più giovani affinché possa dargli consigli che possano farli crescere. Già da quest’anno in sezione abbiamo fatto allenamenti specifici con gli assistenti sugli spostamenti e poi abbiamo deciso di riprendere durante le partite gli arbitri con la telecamera per poi fargli vedere durante le riunioni tecniche i loro errori affinché possano non commetterli più>>.Ringraziamenti? << La mia famiglia su tutti che mi ha sempre sostenuto e anche quando ero spesso lontano da casa non mi ha mai fatto sentire solo. Tutti i dirigenti arbitrali che ho incontrato nel corso degli anni che mi hanno fatto crescere e maturare. E soprattutto di avermi dato l’opportunità di vivere questa esperienza indimenticabile. E in ultimo la mia sezione di appartenenza e tutti i ragazzi che la compongono>>.

Giandomenico Sica

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