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È morto Andrea, aveva in petto il cuore di Nicholas Green

 
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Per oltre 22 anni ha avuto in petto il cuore battente di Nicholas Green, il bimbo californiano ucciso in Calabria, ma ora quel cuore non batte più nemmeno per Andrea Mongiardo, 37 anni, romano ma originario di Sant’Andrea Apostolo allo Jonio, in provincia dei Catanzaro. Ha smesso per sempre di battere quel cuore che ha tenuto in vita Andrea dal 1 ottobre 1994 fino a qualche giorno fa, quando ha smesso di battere a Roma, dove Andrea viveva.
 
Un mese fa Andrea scriveva sul suo profilo Facebook: “Malattia subdola che ti prende in silenzio e ti corrode da dentro, ho visto persone trasformarsi nel fantasma di se stesse e il loro volto perdere le sembianze conosciute, fino a desiderare per loro la morte per mettere fine a quella che non è più vita degna di essere vissuta”.
Quella di Andrea e Nicholas è la storia di un legame inscindibile, tanto da far dire al ragazzo calabro-romano che per lui i Green, mamma Margareth e papà Reginald “erano una seconda famiglia” e aveva anche avuto modo di incontrarli e di abbracciarli.
 

Nicholas fu colpito a morte mentre si trovava a bordo della Y10 guidata dal papà ed era insieme alla mamma e alla sorellina. Tra i bivi di Mileto e Sant’Onofrio, lungo l’autostrada A3, la macchina dei Green fu scambiata per quella di un rappresentante di gioielli e fatta oggetto di numerosi colpi d’arma da fuoco. Nicholas aveva solo sette anni e desiderava vedere lo Stretto di Messina con i suoi occhi.
 

La sera del 1 ottobre 1994 sette organi di Nicholas furono espiantati e trapiantati in altrettanti pazienti. All’ospedale Bambin Gesù di Roma c’era il giovanissimo Andrea Mongiardo, che aspettava. Ripercorriamo quei momenti: “Il cuore di Nicholas già batte nel petto di Andrea Mongiardo, un quattordicenne romano: il trapianto è stato effettuato al Bambin Gesù di Roma dal professor Carlo Marcelletti assistito dai cardiochirurghi Cosimo Squitieri, Antonio Amodeo, Adriano Carazzi, Ennio Mazzera e Stefano Marianeschi. “Sono felice che tutto sia andato per il meglio”, ha commentato mamma Margareth, dalla cui voce traspariva tanta sofferenza, al termine della straziante nottata davanti alla sala operatoria, “altrimenti la morte di Nicholas non avrebbe avuto senso”.
 

Quel cuore che ha battuto per sette anni nel petto di Nicolas ha ridato vita ad Andrea quando di anni ne aveva appena 15, ma ora si è fermato per sempre dopo aver battuto per oltre 22 anni nel petto del giovane romano, che amava tanto il suo paese d’origine Sant’Andrea Apostolo dello Jonio. Dal mare della California a quello della Calabria, un cuore grande, grandissimo..

  1. Anonimo says:

    Lavoro