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Diecimila forestali in rivolta invadono Catanzaro Scioperano e chiedono il saldo degli stipendi

Manca la liquidità per il piano di riorganizzazione e intanto oltre 10 mila operai forestali sono sul piede di guerra e scioperano chiedendo il pagamento degli stipendi arretrati

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CATANZARO – Scioperano e sono un esercito di diecimila operai forestali di cui circa 1.500, secondo la Questura, arrivati a Catanzaro in mattinata chiedendo certezze. Sono stanchi di continui rimandi sullo stipendio, non ricevono la paga da tre mesi e, soprattutto, si sentono senza futuro.I manifestanti hanno sfilato nel centro cittadino con un importante servizio di sicurezza che ha evitato qualunque tipo di problema. Il centro cittadino è stato comunque chiuso alla circolazione stradale per evitare problemi. Un gruppo di manifestanti con le bandiere della Cgil si è staccato per recarsi davanti palazzo Alemanni, sede della presidenza della Giunta regionale, mentre altri operai hanno raggiunto il viadotto Bisantis, una delle principali vie di accesso alla città. La circolazione è stata completamente bloccata per diverse ore. Mentre gli operai in strada protestavano i responsabili sindacali incontravano il prefetto di Catanzaro, Raffaele Cannizzaro,al termine dell’incontro il segretario generale regionale della Cisl, Paolo Tramonti, si è rivolto agli operai annunciando che «c’è l’impegno del Prefetto a garantire il pagamento da parte della Regione di una mensilità subito e di altre due, attraverso il sistema della anticipazioni delle banche, ai primi di agosto».

Durante i loro interventi dalla folla di operai è giunta anche qualche contestazione nei confronti degli stessi rappresentanti sindacali.

IL PROBLEMA : 

Il problema principale nasce dal fatto che malgrado la Regione aBbia  messo in piedi un piano di riorganizzazione, vagliato dall’assessore all’Agricoltura, Michele Trematerra, manca la liquidità necessaria per renderlo operativo. Il patto di stabilità blocca. Da qui il documento che ieri è stato approvato in giunta regionale, l’unico punto dove l’esecutivo si è trovato d’accordo, che chiede al governo se è possibile andare oltre le regole rigide del patto di stabilità. Ieri, in serata, dopo la riunione di giunta regionale, la presidente, Antonella Stasi ha incontrato insieme all’assessore Trematerra i sindacati e una rappresentanza dei forestali. La Regione ha rassicurato e deciso per il pagamento almeno di uno degli stipendi.

Molinari invece della Coldiretti denuncia che nella «Ragioneria Regionale sono in “stasi” completa gli oltre 200 decreti di liquidazione del Dipartimento Agricoltura e il sistema zootecnico dell’Associazione Regionale Allevatori, è ormai allo stremo: diciotto sono le mensilità non corrisposte a dipendenti e veterinari e i fornitori, ormai stanchi, a raffica stanno dando seguito ai decreti ingiuntivi che rischiano di far fallire il sistema allevatoriale». Insomma il problema non è solo dei frestali, ma di tutto che gravita attorno al settore dell’agricoltura e, nelle scorse settimane c’era anche chi aveva chiesto le dimissioni dell’assessore regionale al ramo, Trematerra.

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