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Gigi Simoni«La Tigre dal cuore d’oro»

“Luca Le Piane incontra per TuttoCosenza l’ex portiere del Cosenza Calcio Gigi Simoni, in occasione del II Memorial Bergamini”.
 

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Simoni, Marino, Lombardo, Castagnini, Schio, Giovannelli, Galeazzi, Bergamini, Padovano, Urban, Lucchetti, allenatore Gianni Di Marzio! Questo, l’undici del Cosenza Calcio risalente alla storica promozione in serie B del 1988.
 
Il 25 giugno scorso presso la Stadio San Vito Marulla di Cosenza si è svolto il II Memorial di beneficenza per ricordare l’indimenticata bandiera rossoblu Denis Bergamini e, proprio in occasione dell’evento, ho incontrato una “vecchia gloria” del club, il numero 1, il portierone, la tigre, Gigi Simoni.
 

Seduti uno accanto all’altro in un hotel cittadino, inizio la mia intervista con Gigi dandogli subito il mio bentornato e ringraziandolo della disponibilità nonostante ci fossero già oltre 30 gradi alle 10 di mattina.
 

Gigi, sempre in forma fisica smagliante, torna spesso e volentieri nella sua Cosenza, cambiata ma in meglio dice ci dice, dove ha lasciato tantissimi amici e innumerevoli ricordi legati alla sua carriera professionale che è decollata proprio qui a Cosenza quando aveva solo 19 anni.
 

Cinque anni fantastici, dal 1984 al 1989, vissuti da protagonista, imbattibile tra i pali, duro e grintoso in campo, sensibile e disponibilissimo nella vita, tanti sono stati gli aneddoti raccontati da Gigi, e ad ascoltarlo con occhi sgranati io, suo tifoso accanito essendo un mio mito d’infanzia.
 

Quattro anni compagno di stanza di Donato Bergamini, amico fraterno e compagno di squadra di Gigi, legatissimi dentro e fuori il rettangolo verde. Inevitabilmente finiamo per parlare di Denis, di una verità, amarissima, che ancora stiamo tutti aspettando, in primis Donata, sorella di Denis, anch’ella sempre presente a Cosenza in occasione di manifestazioni di solidarietà e in prima linea nella ricerca di verità e giustizia per il fratello morto in circostanze misteriose nel lontano 1989 a soli ventisette anni.
 

Gigi Simoni ha gli occhi lucidi quando parla di Denis, e, conoscendolo meglio di chiunque altro, non ha mai creduto, come molti di noi, alla tesi del suicidio, essendo un ragazzo solare, scherzoso e pieno di vita, oltre che per una serie di elementi e contraddizioni che farebbero pensare a tutto tranne che ad un suicidio.
 

Ripercorrendo la strada da Ferrara a Cosenza, Gigi ci confessa che è scesa qualche lacrima nel ricordare il tragitto che faceva in auto insieme a Denis, a Tonino Ferroni e a Bruno Fantini, per tornare a casa.
 

«Denis non tornerà mai più, ma noi vogliamo sapere perché è stato ucciso e perché è stato strappato all’affetto dei suoi cari», queste le parole di toccanti parole di Gigi che echeggiano come una speranza concreta e un augurio visto che la Procura di Castrovillari ha ritenuto di riaprire il caso.
 

Tornando al memorial, Gigi scherzosamente ci dice che si è preparato alla grande per questa partita, ricordandoci che al San Vito è sempre stata durissima per tutti batterlo, difatti detiene il record di imbattibilità al San Vito di quasi settecento minuti consecutivi.
 

È carico il nostro portierone, e dice di sentirsi euforico come se, appena tornato a Cosenza, avesse un litro di adrenalina in corpo! E lo si avverte standogli accanto, è un fiume in piena e ci racconta tantissime storie legate al suo quinquennio rossoblù e agli allenatori che ha avuto, in particolar modo a Gianni Di Marzio, maestro nella gestione del gruppo dentro e fuori lo spogliatoio.
 

Altro gran bel ricordo che mi piace condividere con Gigi è la prestigiosa amichevole disputata nel 1988 tra il Cosenza Calcio e l’allora Unione Sovietica, formazione fortissima e fresca vice campione d’Europa del 1988, allenata dal Colonnello Valerij Lobanovskyj. Gigi giocò alla grande soccombendo soltanto su rigore ad opera di Sergey Mikhailichenko nel primo tempo. Nel secondo subentrò Bruno Fantini, lo storico secondo di Gigi, che subì il secondo goal su azione da parte del giovane Oleh Protasov.
 

Nella sua lunga carriera da calciatore, Gigi Simoni ricorda il suo primo anno in serie A, con il Pisa del pittoresco presidente Romeo Anconetani, e in particolare di un suo compagno di squadra, l’attuale e vincente allenatore dell’Atletico Madrid Diego Pablo Simeone, tanto tenace e ruvido in campo quanto affettuoso amico nella vita, nonostante il tempo passato, Gigi si onora della sua amicizia. Torino e Piacenza le altre tappe in serie A, prima di appendere le scarpette al chiodo, nel 2002, e di iniziare la carriera di allenatore dei portieri.
 

Chiedo a Gigi come si sente inoltre ad essere stato nominato miglior portiere della storia del Cosenza Calcio, in occasione del Centenario rossoblù che si è festeggiato nel 2014. Gigi dice che questo è un suo vanto che lo rende davvero orgoglioso e onorato per il prestigioso riconoscimento e per l’affetto di tutta la gente di Cosenza.

Concludo la mia intervista con Gigi Simoni chiedendogli cosa vuole fare da grande e lui, con un sorriso, mi risponde che sarebbe felice e disposto a tornare a Cosenza per lavorare con il Cosenza Calcio, chissà un giorno per rivivere i fasti di un tempo, magari in serie B!
 

È questo l’augurio mio e di ogni tifoso rossoblù che ama i suoi beniamini e i suoi colori…. Grazie Gigi e Forza Lupi!
 

di Luca Le Piane

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