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Cosenza, Rende e Castrolibero: rivive il “sogno” della città unica

 

Il presidente della Commissione Affari istituzionali indica la via da seguire

 
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Il sogno irrealizzato d’intere classi dirigenti: la creazione d’una “città unica” Cosenza-Rende-Castrolibero. Proposte, comitati, iniziative consiliari, “suggerimenti” parlamentari, delibere di giunta: un confuso vociare e una industriale produzione di istanze e documenti hanno accompagnato prima la lenta agonia e poi la morte del bimbo in culla. Insomma, non se n’é mai fatto nulla: troppi campanilismi e troppe rivalità politiche hanno condizionato i rapporti tra le comunità coinvolte. Siccome, però, come diceva William Shakespeare “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, dopo la nascita del comune unico dei Casali del Manco nella Presila e quello di Corigliano-Rossano nella Sibaritide, il desiderio onirico di mettere insieme il capuluogo bruzio e le due municipalità ad esso più vicine ha ripreso forma nelle parole dei consiglieri regionali Orlandino Greco e Carlo Guccione e nell’intervento del presidente della Prima Commissione regionale Affari Istituzionali, Franco Sergio.
 

La ragione? Semplice, la realtà amministrativa che nascerà entro qualche mese nell’area ionica della provincia sarà economicamente e per numero di abitanti inevitabilmente destinata a mettere in ombra sia Cosenza che Rende. Dunque, o si corre ai ripari oppure la perdita di centralità e importanza sarà ineluttabile.
 

Ma ecco cosa dice Franco Sergio: «Occorre andare oltre sterili polemiche, campanilismi pur legittimi benché ormai ridotti a vuoti simulacri, furbizie di corto respiro ed “interessi” politico-elettorali che guardano solo all’egoismo individualistico. Riflettiamo invece con serietà ed insieme – istituzioni, forze politiche, organismi imprenditoriali e sindacali, associazionismo – per comprendere prima cosa vogliamo, come pensiamo il nostro futuro di cosentini e poi cosa vogliamo fare e come farlo, alla luce dei fatti positivi ed anche negativi di questi ultimi anni.
 

La Regione dovrà rivedere e riconsiderare – appunto alla luce di quanto accaduto in PreSila e nella Sibaritide e facendo riferimento alle proposte di riordino nel testo di legge (di cui sono primo firmatario) che nei prossimi giorni andrà al vaglio della commissione competente – studi di fattibilità, anche fiscale, per i cittadini dei centri interessati, ipotesi di statuti approvati preventivamente e partecipati, compatibilità logistico-finanziarie, programmi chiari e ben definiti circa vantaggi e svantaggi.
 

Se e quando entrerà in funzione la “Metro leggera di superficie” per collegare appunto Cosenza e Rende, avremo il fulcro strategico di un Sistema integrato di mobilità interno alla grande area urbana (ormai già esistente nella pratica quotidiana come ben sanno i pendolari, “moderni cirenei” in auto e bus, sul percorso Serre-Montalto ed oltre) e, al contempo, un’appendice al Piano Trasporti Regionale: una rete di collegamento con l’intera zona del Savuto, la metro CZ-Germaneto grazie alla ristrutturazione della vecchia linea ferrata, e l’interconnessione con le zone Rende-UniCal, attualmente in congestione di traffico a causa di un’affluenza media di 30 mila persone fra studenti, docenti e dipendenti.
 

È inutile perdere tempo a litigare – conclude Franco Sergio – troviamo invece luoghi e momenti per confrontarsi, anche polemicamente, anche su ipotesi contrapposte certo, con la volontà però di arrivare a risultati concreti e fattibili in tempi “non biblici” per accelerare la crescita e modernizzazione del nostro buon vecchio Brutium». La giunta comunale di Cosenza, guidata da Mario Occhiuto, si è già espressa a favore della fusione con Rende e Castrolibero; il consiglio comunale di quest’ultimo comune si è, nel frattempo, già pronunciato positivamente. A Rende, invece, tutto procede più cautamente. “I sogni son desideri” recita una vecchia canzone…
 

L’idea di creare una città unica è stata oggetto, ieri, anche di un incontro tra il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, il più votato alle ultime elezioni regionali, e l’ex sindaco di Cosenza, Piero Minutolo, promotore di una sottoscrizione per favorire la fusione tra il capoluogo, Rende e Castrolibero, già firmata da più di 500 esponenti della società civile.
 

Entrambi hanno convenuto che, anche alla luce dell’esito referendario relativo alla proposta di fusione di Corigliano e Rossano, non c’è altro tempo da perdere. «Cosenza, città di Bernardino Telesio e Rende, città dell’Università della Calabria non possono continuare a restare immobili mentre gli altri corrono»
 

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