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Cosenza, “Noi non abbiamo pagato il pizzo”. Il post-coraggio su Facebook di Sandro

 

 
COSENZA – La storia che racconta Sandro Pezzi, nel giorno dedicato alla libertà, alla liberazione, è da leggere tutta d’un fiato e all’indomani di una celebrazione così importante, abbiamo deciso di pubblicarla integralmente, ritenendo che il coraggio e il messaggio di un giovane, in questo territorio che vive da troppo tempo sotto lo schiaffo della ‘ndrangheta e dei criminali, possa servire a trovare una strada alternativa a quella del silenzio. Un post, un semplice post per spingere chi si occupa di sostenere le attività e gli imprenditori, a dare un sostegno vero e concreto.
 
“Vi raccontiamo la nostra storia. Un mattina come tante, 2 proiettili di fucile davanti al Primadì, di cui ero titolare. Io e Michela pensiamo: “sono arrivati”, in fondo ce lo aspettavamo. Il commercio al Sud è doloroso, devi pagare la tangente o devi assumere il parente del boss, devi pagare il boss per avere lo stand in fiera (dal lungofiume alla villa vecchia), devi pagare offrendo da bere al boss , devi pagare per tenere sotto controllo il tuo locale con discutibili agenzie sempre del boss, devi pagare, addirittura, se vuoi vendere del pesce fresco del boss. Noi non abbiamo pagato. Dopo meno di un’ora abbiamo denunciato l’accaduto.
 
In Questura ci hanno chiesto meravigliati se gli estorsori fossero già venuti a richiedere il pizzo perché normalmente funziona così.CONTINUA A LEGGERE SU QUICOSENZA
 

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