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COSENZA :AUTOMOBILISTI SEQUESTRATI E RAPINATI SULLA SS 106, ARRESTATO UN SENEGALESE

Una vera e propria piscosi collettiva causata dalla cruenza degli assalti che in un caso sarebbero sfociati in una vera e propria violenza sessuale. A seguito del verificarsi, negli ultimi tempi, di diversi episodi criminosi avvenuti nel Comune di Corigliano Calabro, con alcuni furti e rapine ai danni degli automobilisti, prevalentemente donne, il Questore di Cosenza ha istituito un apposito gruppo investigativo composto da agenti specializzati della squadra mobile e del Commissariato di Rossano, coordinati dalla Procura di Castrovillari. Ieri sera il servizio ha prodotto i primi risultati. Un cittadino senegalese ed un suo connazionale sono stati fermati in quanto indiziati di aver scippato la borsa ad una donna che si trovava alla guida della propria auto in località Cava Farinara, sulla vecchia statale 106 ed aveva rallentato nei pressi di un incrocio.

 senegalese

E’ stata la stessa vittima a riconoscere il 32enne Moustapha MbayeI, pregiudicato privo di permesso di soggiorno, che rintracciato nella sua abitazione è stato tratto in arresto, mentre il suo coinquilino il 22enne A. D. è stato denunciato a piede libero. Ad incastrare il giovane senegalese sarebbero stati il giubotto ed il cappello di lana indossati nel momento in cui avrebbe aperto lo sportello della donna per rubarle la borsa e poi fuggire nelle campagne limitrofe. Nel corso della perquisizione pare non siano stati rinvenuti elementi utili a ricondurre gli episodi, dieci sinora quelli documentati, che stanno terrorizzando la comunità coriglianese. Gli inquirenti ipotizzano che il fenomeno sia molto più esteso rispetto al numero di denunce presentato e che si sia acuito negli ultimi giorni.

Ignoti camuffati con dei passamontagna si apposterebbero negli incroci del tratto di SS 106 che va da Corigliano e Rossano (soprattuto nei pressi delle contrade Giannone, Frassa, Boscarello) per introdursi armati di coltello o pistola nella vettura minacciando le vittime per condurle in lughi appartati. Una volta al riparo dagli occhi indiscreti i malviventi pare siano soliti sottrarre ai malcapitati tutto il denaro in loro possesso, in alcuni casi la stessa autovettura. In un episodio una donna sarebbe anche stata stuprata. Un fatto che ha fomentato ancora di più l’allarme sociale tra i cittadini. Solo l’esito del test del DNA potrà rivelare se i due siano realmente gli autori delle rapine ponendo fine alle preoccupazioni che da settimane attanagliano la comunità dell’Alto Jonio cosentino.

Fonte:QuiCosenza

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