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Comunicato ex lavoratori Abramo customar care Spa

 

 
Montalto uff. – Dopo aver sostenuto diversi colloqui l’Abramo Customer Care S.p.a. con sede a Montalto Uffugo
(Cs)
, divenne per diversi anni, non solo il nostro lavoro, ma anche la nostra casa, la nostra famiglia.
 
Un’azienda seria, certo, che rispetto ad altre realtà nel circondario, si distingue grazie ad un ambiente pulito e ben organizzato, un’azienda dove anche se non hai un contratto a tempo indeterminato, ti senti comunque un lavoratore con diritti e doveri, un lavoratore soddisfatto. Un giorno però, a disturbare il clima piacevole sinora descritto arrivarono le agenzie interinali e molti dei DETERMINATI presenti in azienda (bisogna specificare che alcuni rimasero determinati ed altri non ebbero alcun rinnovo), a causa delle scadenze naturali dei contratti divennero somministrati.
Che brutta parolaSOMMINISTRATI, come un farmaco prescritto per curare una malattia, un
farmaco che prima o poi non servirà più.
 
Ed infatti questo è ciò che è accaduto! Molti i giochetti con i contratti, pur di non, di normativa in normativa, porre fondamento per un’eventuale assunzione, persino la firma di una conciliazione, che più che conciliare, umilia il lavoratore, costretto a rinunciare ad un diritto della costituzione italiana, IL LAVORO VERO, pur di avere di
scadenza in scadenza i sospirati ed attesi rinnovi di contratto.
 
Tutto sommato si andava avanti, l’azienda garantiva alle diverse commesse il lavorato e uno stipendio al lavoratore, lavoratore che
veniva costantemente formato con corsi di aggiornamento e di specializzazione mirati ad avere operatori sempre più esperti e professionali, tutto procedeva, sino all’arrivo del Decreto Dignità,
che ha tolto la dignità
e questa volta duramente, perché se le sospensioni a cui eravamo abituati
nell’attesa dell’apertura di un nuovo contratto a tempo determinato con l’azienda e
successivamente il cambio di agenzia interinale, erano una pausa di riflessione dal lavoro, questo è
stato un LICENZIAMENTO! Un licenziamento di circa 300 giovani e meno giovani, padri e madri di famiglia
, un licenziamento imposto dallo Stato a cui le aziende si son dovute adeguare.
 
Bisogna dire che le logiche dei call-center, che vivono grazie agli accordi con le commesse, accordi fatti su volumi di traffico, gare aziendali e costi chiamate, logiche che negli ultimi anni hanno visto la gestione estera di una mole di lavoro tutta italiana, beh queste logiche il Decreto tanto decantato
e tanto atteso, probabilmente, non le ha considerate e a farne le spese siamo noi, noi che per anni abbiamo lavorato onestamente e costantemente
, noi che ci siamo piegati a manovre aziendali pur di mantenere il nostro posto di lavoro, noi che oggi stiamo a casa e non speriamo più a 40 anni ormai nel posto fisso, nel tempo indeterminato, nelle assunzioni, noi che come ex dipendenti che hanno un reddito pregresso non possiamo accedere al Reddito di Cittadinanza, noi che pensiamo solo alla nostra dignità, toltaci da chi doveva difenderci!
 
Certo i Sindacati che si stanno muovendo
per comprendere cosa ne sarà dell’Abramo Customer Care S.p.a., che attraversa comunque un periodo molto particolare proprio a causa delle logiche descritte precedentemente, cercano di tutelare anche noi; di tanto in tanto leggiamo note su stabilizzazioni, riassunzioni, ricontrattualizzazioni, ma vorremmo di più, vorremmo un confronto e una onesta dichiarazione rispetto a quello che sarà il nostro domani, sempre che ci sia un domani per noi nell’azienda, crediamo che questo, rispetto agli innumerevoli diritti che ci spettano, sia quello dovuto in maniera assoluta: la correttezza e la verità potrebbero, quantomeno, ridonarci la dignità in questa brutta pagina di politica e lavoro calabrese ed italiano.
 

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