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Cento anni di Cosenza Calcio …

Scrivere sul Centenario del Nostro Cosenza Calcio è qualcosa che parte dal cuore. Non occorre tanta preparazione e non ci vorrà molto tempo, perché quando si lascia parlare il cuore le parole vengono da sole. E’ bellissimo vedere che la Nostra Città si sta colorando di rossoblù. Anche perché questi due colori sono stupendi. Sono due colori forti : il rosso che scorre nelle nostre vene e il blu del cielo che accompagna le nostre vite. Che poi la Nostra città in questo momento ha bisogno di gioire un po’ anche perché il rosso e il blù distraggono l’attenzione dalla “munnizza” dilagante, dalla disoccupazione straripante e dai tanti problemi che una città calabrese ha ogni istante. Saper gioire di una festa poi è un comandamento. Bisogna onorarla e la città sta rispondendo presente. Come sempre. Anche perché noi siamo fortunati a vivere da protagonisti questi cento anni di storia, è un evento unico e va assaporato con gusto. E’bello vedere l’entusiasmo, perché quest’ultimo aiuta a vivere. Senza voler scomodare persone più grandi di me e senza voler ostentare nulla, voglio solo ricordare che un nostro calabrese illustre nel mondo : Tommaso Campanella nella sua “Città del Sole” esortava gli abitanti a vestirsi di bianco e a vivere ricercando quel po’ di gioia e fiducia che possono risollevare le nostre vite. Beh i colori della  Nostra Città del Sole sono il rosso e il blu. Mi fa sorridere quando amici e conoscenti  mi dicono : “simu chini i guai e a gente pensa aru centenario”. Io credo che festeggiare alla grande il Centenario non sia distrarsi dai problemi, ma anzi forse può essere un modo per unire di più la città e i cittadini. Le passioni uniscono le teste. Ricordiamocelo sempre. Lo sport aiuta a vivere e a sperare. L’Italia e il Sud nello sport hanno avuto felicità che hanno alleviato le sofferenze di molti. Certo per pochi minuti e poi si ritorna tutti alla propria vita, ma quegli attimi, quei minuti devono servire per migliorare, sperare e darsi da fare. Sto notando che chi vive lontano da Cosenza sente ancora di più questo evento di chi vive qui. Chi vive lontano dalla nostra città ha forse ancora più amore perché porta sempre nel cuore Cosenza. Molti che sono qui tendono a distruggere tutto, anche la felicità degli altri. Ho visto foto inneggiare al Centenario che arrivano dalle più svariate parti del mondo, ho visto gemellaggi con la California, ho visto bambini vestiti di rossoblù dalla testa ai piedi. Ecco questi sono attimi di felicità. La felicità non è uno stato costante, anche perché se fosse così non sarebbe così bello provarla. Vedere queste foto, questo attaccamento, questa appartenenza per me è felicità. Questo è rappresentare Cosenza nel mondo. Quando in ogni parte del mondo noi portiamo in giro la grande cosentinità che ci contraddistingue, che ci fa amare nel mondo. Che ci rende unici. Perché noi cosentini siamo unici. Quando vogliamo sappiamo dare il meglio di noi stessi. Speriamo che questo evento possa rendere migliore la nostra città e possa farci amare di più questa maglia che rappresenta la nostra vita, la nostra appartenenza, la nostra passione comune. La nostra vita dipinta di rossoblù continuerà a far battere i nostri cuori e il nostro cielo sopra di noi sarà sempre e solo di due colori : il rosso ed il blù.

Giandomenico Sica

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