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Calabria, cane seviziato e impiccato nessuna traccia dei colpevoli

 

Dopo il caso di “Angelo” dello scorso anno, un nuovo episodio di violenza brutale contro gli animali in Calabria: un cane è stato trovato impiccato a Zungri, in provincia di Vibo Valentia. La protesta e l’ennesimo appello degli animalisti calabresi
 
billy_cane seviziato
 

Si chiamava Billy e la sua unica “colpa” era quella di essere conosciuto da tutti, essendo il cane dei proprietari di un bar. Forse aveva infastidito qualcuno durante una giornata di festa, fatto sta che questo “qualcuno” l’ha prima impiccato poi ha infierito sul suo corpo, infilzandolo con un oggetto appuntito.
 

E’ successo a Zungri, vicino a Vibo Valentia, in Calabria: un altro episodio di una violenza inaudita contro gli animali, ad un anno esatto di distanza dalla terribile uccisione di Angelo, il cane seviziato e ucciso a Sangineto.
 

«Ad un anno di distanza dalla terribile uccisione di Angelo a Sangineto – dice l’animalista Marina Betrò  – ci ritroviamo ancora in Calabria, a Zungri, per denunciare l’ennesimo atto di crudeltà nei confronti di un povero cane indifeso.
 

Billy era un cucciolone buono e amato accudito dai proprietari di un bar. Pare che Billy sia stato dapprima impiccato e, poi, infilzato con un oggetto appuntito durante la festa del paese. Naturalmente nessuno ha visto o sentito: ancora una volta questo territorio si fa riconoscere per brutalità ed omertà».
 

Nessuno ha visto nulla, nessuno sa niente. Impossibile sporgere una denuncia circostanziata senza testimonianze e impossibile quindi risalire agli autori dello spregevole atto di crudeltà.
 

In Italia i maltrattamenti sugli animali sono puniti secondo l’art. 544 del Codice Penale con una pena variabile da uno e tre anni di reclusione ed un’ammenda da tremila a quindicimila euro. Se i maltrattamenti sono causa di morte per l’animale, la pena è aumentata della metà.
 

La Legge 189 del 2004 ha meglio inquadrato il reato di maltrattamenti: l’oggetto tutelato dall’ordinamento del reato di cui si parla è il sentimento verso gli animali, ovvero la sensibilità degli esseri umani nei confronti degli animali. Non sono state tuttavia inasprite le pene per chi commette questi reati e soprattutto non sono stati individuati nuovi strumenti per assicurare i responsabili alla Giustizia.

 
Fonte:urbanpost

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