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Aumento tasse UNICAL, CGIL Giovani Cosenza non ci sta

COMUNICATO STAMPA

 

In merito alla questione tasse universitarie, Cgil Giovani Cosenza condivide la preoccupazione esternata nei giorni scorsi sulla stampa dai rappresentanti degli studenti dell’Università della Calabria Tulino, Leonetti e Caruso.

 

Nonostante il positivo adeguamento delle soglie massime ISEE (23000 €) e ISPE (50000 €), che permette finalmente al nostro Ateneo di essere in linea con le altre Università italiane, consentendo potenzialmente ad un maggior numero di studenti di fruire dei benefici per il diritto allo studio, il sindacato dei giovani della Cgil nutre forti perplessità in merito all’aumento delle tasse per la copertura di tali fondi. E’ vero che l’innalzamento delle soglie permette potenzialmente ad un maggior numero di studenti di accedere al diritto allo studio, ma ciò non è condizione sufficiente a garantire la copertura della totalità dei candidati, aggravando l’anomala figura dell’idoneo non beneficiario, triste realtà degli Atenei meridionali. Infatti, come già accaduto negli anni precedenti, lo stanziamento dei fondi risulta purtroppo insufficiente alla copertura delle borse di studio, lasciando fuori un gran numero di studenti.

 

Tutto questo nonostante la stessa Regione Calabria per gli a.a. 2015/2016 e 2016/2017 abbia, con un intervento apprezzabile ma purtroppo isolato, incrementato le risorse. Riteniamo, dunque, che la situazione vada affrontata in modo strutturale, organico e definitivo. La doverosa estensione del diritto allo studio non può pesare solo ed esclusivamente sulle famiglie calabresi, specialmente in un periodo di grave difficoltà economica come quello attuale. L’adeguamento delle soglie per l’a.a. 2016/2017, data la scarsità di risorse, ha maggiormente accorciato la coperta, spingendo l’Università della Calabria ad aumentare le tasse in proporzione alla situazione reddituale.

 

Crediamo che l’attuale incremento non sia esente da forti criticità. A riprova della necessità di rivedere le decisioni finora adottate dall’Università della Calabria, vi è anche la situazione di coloro che, essendo sotto la soglia dei 23000 € ma fuori corso, e quindi esclusi da qualsiasi beneficio inerente il diritto allo studio, si troveranno a dover affrontare una spesa maggiore, aggravando ancora di più la già difficile situazione economica. Chiediamo che questi studenti vengano esonerati dal relativo incremento. Urge in definitiva un pesante intervento delle Istituzioni, affinché maggiori risorse vengano investite sui giovani studenti. Come Cgil Giovani Cosenza, pensiamo che un maggior sacrificio richiesto alle famiglie, che già contribuiscono con la prima rata al finanziamento delle borse di studio, non debba essere vanificato dall’assegnazione di risorse tramite criteri che riteniamo discutibili. I criteri di assegnazione dovrebbero tener conto non solo dello sforzo quantitativo, ovvero del numero di crediti acquisiti, ma anche di quello qualitativo, ovvero la valutazione. Assegnare le borse di studio prendendo in considerazione i soli crediti, ha finora creato la tendenza degli studenti ad accettare anche il voto più basso e a dare il maggior numero di esami nel minor tempo possibile, a discapito della qualità della preparazione e in aperto contrasto con il fine dell’università stessa.

 

Cgil giovani Cosenza, dunque, chiede all’Università di rivedere tali criteri e alla Regione Calabria di richiamare a maggiori responsabilità il Governo centrale, carente di attenzioni e rispetto per le Università del Sud, fortemente penalizzate negli ultimi anni da scellerati tagli alle risorse. Il diritto allo studio è un principio sacrosanto sancito dalla nostra Costituzione, dal quale passa il futuro del nostro Paese.

 

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