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Abu Mazen: il Primo Presidente dello stato che non c’è

Pillole di Storia a Cura di Giovanni Trotta
Mahmud Abbas
 
Abu Mazen nacque a Safad, in Palestina, il 26 marzo del 1935. Il nome con il quale è universalmente noto è solo uno pseudonimo, infatti il suo vero nome è Mahmud Abbas. Abu Mazen, in pratica, rappresenta un titolo onorifico in uso in Palestina, attribuito alle persone che rivestono un certo ruolo. Questo titolo deriva dal nome del primogenito, il quale si chiama per l’appunto Mazen. La parola araba Abu significa “padre di”, quindi padre di Mazen. Abu Mazen fin dalla tenera età dovette abbandonare la casa dove viveva, infatti dalla sua biografia si evince che già nel 1948, cioè ad appena 13 anni, il giovane scappò da Safad a causa dei gravi scontri che insanguinarono la Palestina subito dopo la proclamazione dello stato d’Israele (14 maggio 1948). All’inizio degli anni sessanta cominciò la sua carriera politica al fianco di Yasser Arafat, infatti fu tra i primi a rifiutare i negoziati tra Israele e il mondo arabo dopo la terribile sconfitta subita nella guerra dei sei giorni (giugno 1967). Fu tra i primi a preoccuparsi di uno dei problemi più scottanti di tutta la vicenda Israelo-Palestinese, ovvero la questione degli insediamenti dei coloni ebrei, considerati illegali dagli arabi. Fu inoltre lo stesso a suggerire la creazione di una polizia mista per assicurare la sicurezza nei territori con maggiore presenza araba.
 
Il giovane nel 1968 entrò nel consiglio nazionale Palestinese e cominciò a farsi notare come politico capace e come leader carismatico, infatti insieme all’inseparabile Arafat riuscì ad attirarsi molte simpatie tra i politici e gli intellettuali occidentali, che cominciarono in quegli anni ad interessarsi alle vicende del Medio Oriente. Negli anni ’80 visitò vari paesi europei e nel 1991 partecipò alla Conferenza di Madrid, il primo vero tentativo di risolvere in maniera pacifica la disputa tra i due popoli. Nel 1993 prese parte, come coordinatore, ai colloqui di pace di Oslo, mettendosi in mostra come autorevole rappresentante del popolo palestinese. Nel 1996 divenne invece Segretario Generale del Comitato Esecutivo dell’OLP, divenendo la seconda personalità palestinese più conosciuta e più stimata nel mondo. Nel 2003, nel pieno delle violenze scoppiate a causa della Seconda Intifada (2000-2005), Abu Mazen venne eletto anche Primo Ministro, ma dovette ben presto abbandonare la carica a causa dei violenti contrasti avuti con Arafat e con molti membri dell’ala militare dell’OLP, le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa.
 
Dopo un anno dalla morte dello storico leader Arafat (11 novembre 2004), i palestinesi vissero una giornata storica: infatti il 9 gennaio del 2005, per la prima volta furono chiamati a scegliere il presidente della loro nazione (o sarebbe meglio dire Autorità nazionale). Abu Mazen stravinse le elezioni con il 62.3% dei voti, surclassando l’avversario Marwan Barghouti. Con questa elezione Abu Mazen si confermò come l’uomo del popolo palestinese, infatti fin dall’inizio lottò per far conoscere al mondo la causa palestinese, avendo condiviso, con l’amico Yasser Arafat, i vari esili prima in Giordania, poi in Libano e infine in Tunisia. Nel 2009 venne rieletto a furor di popolo Presidente dell’ANP, mentre nel 2012 la Palestina fu elevata dal consesso delle Nazioni Unite a Stato Osservatore dell’ONU, cioè il primo passo verso il totale riconoscimento della Palestina come stato sovrano. Nell’estate del 2014 Abu Mazen poté assistere, nelle tribune dello stadio olimpico di Londra, alla sfilate delle nazioni partecipanti alle Olimpiadi. Tra la commozione generale sfilò

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